Con la versione director’s cut della manovra economica da 45 miliardi di euro del Ministro per l’economia Tremonti, tra i numerosi provvedimenti c’é anche quello di abolizione delle province. Tra queste, poiché abitata da meno di trecentomila abitanti, c’é anche quella della mia città: Rieti. Nei prossimi giorni (a ferie finite comunque) la politica della sabina si sperticherà in manifestazioni a difesa della nostra provincia magari paventando un crollo degli investimenti nella nostra area geografica, la fine del turismo, crollo delle imprese, bla bla bla. Io vivo in queste zone da piú di trent’anni e qui la politica non ha mai fatto la differenza per una crescita economica vera e senza compromessi ma ha sempre garantito amici e compagni d’armi molto spesso sacrificando il bene comune. Il solito qualunquismo? Un esempio: il nucleo industriale di Rieti vilipeso e abbandonato al proprio destino quando ormai tutta la torta dei sussidi era finita. Questi politici mai si sono rimboccati le maniche per difendere le risorse che queste zone sono ancora in grado di offrire: dal turismo sia storico che naturalistico fino ad arrivare alle tante persone capaci che tutti i giorni vanno a lavorare senza che abbiano la certezza di cosa accadrà della loro occupazione nei prossimi mesi. Hanno abbandonato i cittadini o almeno quelli che non avevano i proverbiali santi in Paradiso. Allora forse la cosa migliore che poteva capitare da queste parti, é che molti di questi personaggi da politica d’accatto si ritroveranno senza piú questo potere e magari una nuova e diversamente formata classe politica potrà sbocciare da tutto questo letame. Purtroppo la sensazione é che queste province siano ben lungi dall’essere cancellate e tutta questa faccenda pare la solita arma di distrazione di massa.






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