Avrete senz’altro letto l’ultima pubblicazione scandalo di alcune intercettazioni in cui il Premier Berlusconi si sfogava definendo di merda il nostro Paese. In giornata gli andava dietro anche il Ministro per la Semplificazione Calderoli che come riportato dall’agenzia ASCA si sentiva di condividerne il pensiero.

”Condivido al 100% con la valutazione notturna e telefonica espressa dal premier sul Paese ed e’ proprio per questo che questo Paese lo vogliamo cambiare, perche’ se ne debba essere orgogliosi e non vergognarsene; condivido la sua valutazione rispetto all’anti-italianita’ da parte degli organi di informazioni (…)” (Asca)

Dubbioso se farne un post, anche per non cadere nella facile retorica, alla fine mi sono deciso per un commento che parte da quasi 20 anni di regime, da quel maledetto 1994. Berlusconi certamente è in preda ad un momento di forte stress quando vengono trascritte quelle dichiarazioni, ma non può certo dimenticare che, grazie a questo Paese di merda, è diventato uno degli uomini più ricchi del mondo, ha goduto di benefici e agevolazioni a tutti i livelli, ha potuto (unico al mondo) occupare una delle più alte cariche istituzionali navigando in un oceano di conflitti d’interesse in cui ha sottoposto regole e leggi al suo insindacabile giudizio e ha evitato guai giudiziari peggiori proprio grazie alla carica di premier che tuttora ricopre.

Si! E’ un Paese di merda e lo è diventato grazie ad una classe politica di cui lui è il massimo rappresentante. Dice che se ne andrà per i “cazzi suoi” lontano “da questo Paese di merda”: non vediamo l’ora che accada perché ci lascerebbe la speranza di poter cambiare l’Italia e farlo diventare un posto migliore.






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