Lo so, la “reductio ad absurdum” , è un tipo di argomentazione in cui si assume temporaneamente un’ipotesi, si giunge ad una conclusione assurda e quindi si dimostra che l’assunto originale deve essere errato. Però stavolta consentitemi di usarla, perché quando sento o leggo di tutti questi pseudosalutisti che vendono prodotti per filtrare l’acqua e che ripetono il mantra “meno residuo fisso migliora la nostra salute”, mi sale il sangue al cervello.

Vediamo di capire perché spiegando cos’è il residuo fisso.

Il residuo fisso esprime in grammi il contenuto totale di sali minerali ottenuto da un litro di acqua minerale a 180°C. Quando non supera i 50 mg/litro, l’acqua è definita minimamente mineralizzata, mentre è classificata oligominerale quando il residuo fisso resta entro i 500 mg/litro. Nelle acque minimamente mineralizzate e in quelle oligominerali l’effetto prevalente è quello diuretico. Sono invece definite mediominerali o mineralizzate le acque con un residuo fisso superiore ai 500mg/litro ma entro i 1500 mg/litro. Il loro effetto prevalente è quello di un apporto di sali minerali utili all’organismo ( per esempio di calcio, minerale utile alle ossa ). L’importanza dei sali minerali II residuo fisso non costituisce, quindi, una discriminante di qualità, ma serve semplicemente a classificare un’acqua minerale. E non è assolutamente vero che si devono preferire le acque a basso residuo fisso rispetto alle acque mineralizzate! Lo afferma l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), nelle sue “Linee guida per una sana alimentazione italiana”, precisando peraltro che: “Nei bambini, in particolare, sarebbe bene non utilizzare le acque oligominerali in modo esclusivo, ma bisognerebbe alternarle con quelle più ricche di minerali, in quanto una diuresi eccessiva può impoverire di sali minerali un organismo in crescita”. In riferimento, poi, al calcio, minerale di cui il bambino ha particolarmente bisogno per costituire il proprio patrimonio osseo e l’anziano per conservarlo il più a lungo possibile, prevenendo l’osteoporosi, le “Linee Guida” dell’INRAN affermano che: • Non è vero che il calcio presente nell’acqua non sia assorbito dal nostro organismo Ricerche recenti dimostrano il contrario. La capacità dell’intestino umano di assorbire il calcio contenuto nelle acque (spesso in quantità consistente) è considerata addirittura simile a quella di assorbire il calcio contenuto nel latte. • Non è vero che il calcio presente nell’acqua favorisca la formazione di calcoli renali. Le persone predisposte a formare calcoli renali devono, al contrario, bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata, senza temere che il calcio contenuto nell’acqua possa favorire la formazione dei calcoli stessi: anzi, è stato dimostrato che anche le acque minerali ricche di calcio possono costituire al riguardo un fattore protettivo. • Per maggiori informazioni si può consultare il sito dell’istituto: www.inran.it La scelta dell’acqua II bisogno di sali minerali, in particolare di calcio, è alto soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento e nei primi anni di vita. Un ottimo metodo per assicurare ogni giorno a mamma e bebé il giusto apporto di questo minerale è proprio quello di bere quotidianamente acque minerali che ne siano ricche. In questo modo si ha la certezza di assumere il prezioso nutrimento, anche quando ne servono quantità extra. È bene, poi, preferire le acque carbonatocalciche ricche di “calcio altamente assimilabile”, cioè facile da assorbire per l’organismo. In questi casi la dicitura è riportata in etichetta. [Via Europass]

L’inutile gioco dei filtri per l’acqua. 

Inutili, quando non sono dannose, quindi controproducenti. Anziché migliorare la qualità dell’acqua, le caraffe filtranti utilizzate per “depurare” l’acqua di rubinetto la peggiorano, fino a renderla “fuorilegge”. Lo hanno stabilito le analisi di laboratorio condotte dall’Università di Torino, dietro richiesta del pm Raffaele Guariniello. Alcuni mesi fa la procura torinese aveva aperto un’inchiesta dietro l’esposto di Mineracqua, la federazione che raggruppa le imprese di acqua minerale, con l’ipotesi di frode in commercio e di commercio di sostanze alimentari nocive per la salute pubblica. Nel mirino dei produttori di minerale tre prodotti in particolare, le caraffe con filtro a carboni attivi Brita, Auchan e Viviverde, il cui utilizzo, secondo quanto dichiarato nell’esposto, renderebbe l’acqua “non più potabile”, “depauperata di elementi nutritivi”, e anzi rovinata da “corpi estranei”. Dopo avere effettuato i test di laboratorio, che hanno dato esito positivo, Guariniello ha oggi trasmesso i risultati al Ministero della salute e all’Istituto superiore di sanità, che dovranno decidere se prendere o meno provvedimenti per la tutela della salute pubblica.

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Tipica caraffa filtrante inutile e dannosa!

I dubbi che pesano sulle caraffe sono pesanti. Le analisi mostrano che dopo essere passata attraverso i filtri le acque perdono calcio e magnesio, fino ad azzerarsi dopo un lungo utilizzo del filtro. Il ph si abbassa scendendo sotto la soglia limite, in compenso l’acqua si arricchisce di sodio e potassio che arrivano a superare i livelli consentiti dalla legge, e compaiono ammonio e argento. Insomma, l’acqua non è più a norma di legge. E diventa nociva nel caso in cui a berla sono persone con patologie come ipertensione, diabete o cardiopatie. Dalla sua la Brita, leader del settore, risponde seccamente che esistono le certificazioni di due ministeri della salute che accertano la sicurezza del prodotto, il tedesco e l’austriaco. L’azienda chiarisce anche che nel foglietto illustrativo dei suoi prodotti si chiarisce di consultare il medico se si soffre di particolari patologie.

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Filtro da rubinetto, anche peggiore della brocca filtrante!

Ma le accuse rivolte alle caraffe non sono nuove. Un’indagine condotta dal 2007 da Altroconsumo aveva già messo in luce queste problematiche. “L’utilizzo della brocca per filtrare l’acqua del rubinetto è praticamente inutile non solo quando le sostanze indesiderate sono del tutto assenti nell’acqua di partenza, ma anche quando sono presenti in tracce”, sentenziava l’associazione di consumatori dopo le sue analisi.  Il report parlava anche di ammonio: “Alcune cartucce rilasciano ammonio in quantità superiore al limite di legge fissato per le acque destinate al consumo umano. Le brocche tengono a bada i solventi, ma il ristagno dell’acqua nella caraffa causa un generale peggioramento della qualità microbiologica (la carica batterica) e chimica (l’aumento di nitriti) dell’acqua”. [di Giulia Nitti] Per questo tipo di filtri il rischio è che se chi li usa ha problemi di salute per eccesso di sodio o potassio nel sangue, ne aumenta ancora di più la presenza nell’organismo con serie conseguenze.

Altro giro altra corsa. Adesso la moda è quella di applicare i filtri direttamente al rubinetto dell’acqua. Il tizio di turno ti sbandiera in faccia che il Ministero della Salute ha approvato (senza spiegarti realmente COSA ha approvato ma siamo nel Paese delle Banane) e ti vende l’abbonamento al cambio filtro. Il sistema è praticamente lo stesso delle caraffe, il pericolo è ancora una volta il filtro che intasandosi prima del consueto ricambio rilascia nell’acqua di tutto e di più (il vecchio materiale filtrato e il nuovo). Se l’apparecchio (e da qui l’autorizzazione del Ministero della Salute) è provvisto di sistema di controllo allora (secondo questi signori) è tutta salute. Qui i rischi sono quasi all’opposto delle brocche filtranti, il rischio è la quasi completa eliminazione dei sali minerali. Il minimo che si dovrebbe fare, quando si vendono questo tipo di prodotti, sarebbe quello di sconsigliarne l’uso ai bambini e a persone che hanno problemi di mantenimento dei minerali nel proprio organismo e che quindi, riducendo ulteriormente l’apporto di sostanze come sodio e potassio, vanno incontro a serissimi problemi come iposodiemia o ipopatassiemia. Non fatevi ingannare, lasciate stare acque minerali, filtri e a meno che non vi troviate a Calcutta o Viterbo (sic!), l’acqua che esce così com’è dal vostro rubinetto è la migliore che potrete mai bere.  



 

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