Dunque, fuori dall’Unione Europea. E’ brexit, acronimo che nella sua brevità è tanto efficace quanto lapidario. Gli Inglesi, poco più della metà dei votanti del Regno Unito, hanno fatto la loro scelta. Consapevole si direbbe, assolutamente inconsapevole come vedremo e come vedremo senza grosse colpe, o almeno non tutte, dell’UE. Certamente le recenti condotte su questioni come l’immigrazione hanno certamente influito ad acuire l’acredine del villano inglese, ma non è stata questa la causa scatenante.

Partiamo dall’inizio. Lo troviamo nell’errore clamoroso, autoreferenziale, di Stato che è stato commesso dal Premier Cameron e che consegnerà, anzi ha già consegnato, alla storia un referendum non-sense in uno Stato a democrazia elettiva, ben sapendo che il Regno Unito è pieno di gente anziana a cui non frega nulla dei giovani, che non legge, non studia, non si documenta, non si informa e che fondamentalmente fa dell’isolazionismo un punto saldo del proprio essere inglese. Un Paese pieno di piccole cittadine, anzi di villaggi che vivono in un isolamento rurale permanente. Non è Londra la Gran Bretagna, chi ha visitato davvero questo continente lo avrà scoperto amaramente. La vera Gran Bretagna è un ammasso disperso di entità  che disconosce da sempre l’esistenza di forme di vita al di fuori dei loro confini e NON parliamo di confini nazionali ma di “villaggio”.

Oggi è un buon giorno solo per loro e quei corpuscoli  razzisti e xenofobi che muovono il grande organismo della politica mainstream occidentale con il chiaro intento di conquistare anche le rimanenti genti ancora dotate d’intelletto e che ora tremano dinanzi a queste orde di imbecilli contro le  quali l’opposizione si fa sempre meno numerosa. Questi intellettualoidi, i cui libri sono buoni solo per bilanciare economici tavolini svedesi, vorrebbero esportare il “successo” inglese anche da noi. Vi dico: ce la possono fare! In Italia, la popolazione votante è anche quella all’interno della quale solo l’8% ha letto un libro negli ultimi 3 mesi!  Sicuro: non saranno le lauree o anni di studio che rendono automaticamente le persone consapevoli e più intelligenti ma non ho mai visto gente ignorante (che non sa) fare scelte illuminate. Dunque la questione è solo una: questo cambiamento è figlio di una summa i cui addendi sono originati da un livello di studio avanzato e quindi culturalmente validi, o di uno squilibrio sociale che parte dal ventennio berlusconiano e arriva fino a c’è posta per te? Questo “nuovo” che vorrebbe avanzare, siamo proprio sicuri che in realtà non sia il vecchio che è avanzato? Il segnale che oggi riceviamo con brexit, pur riconoscendone le origini di protesta contro l’inadeguatezza di UE che allo stato si fonda quasi esclusivamente sui movimenti eccentrici della BCE, è davvero un segno di cambiamento verso il meglio? O piuttosto è figlio della sottocultura di cui sopra? Come li chiamava Eco legioni di imbecilli che una volta erano messi a tacere e che invece oggi esprimono non solo opinioni ma guidano il mainstream come fossero premi Nobel o unti da qualche divinità. I vari Le Pen e Salvini e presto, purtroppo, anche Trump.

Non oggi e nemmeno domani ma prima o poi inglesi per primi e successivamente noi faremo i conti con questo madornale, formidabile, incredibile errore.


 



 

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