Fenomenologia di Giuliani e dei giullari delle rete

Meraviglioso post di Stefano Marcellini.

Con il recente terremoto che ha colpito la zona di Norcia, si ritorna per forza di cose a parlare di terremoti. E in queste occasioni si da voce agli esperti, che puntualmente vengono interpellati per sapere cosa ci si deve aspettare, se ci saranno altre scosse,  se possiamo stare tranquilli, e tutte le solite domande di rito del caso. Questa volta un tema molto sentito è stato il valore della magnitudo della scossa, che inizialmente era stata comunicata a 7.5, poi a 6.1, e infine a 6.5. Persone che fino a ieri ne storpiavano il termine, si sono sentite improvvisamente in dovere di questionare sull’importanza di sapere in tempo reale la magnitudo di un terremoto, manifestando sui social network tutto il loro disappunto sul fatto che nella prima mezz’ora dopo la scossa non ci fosse ancora chiarezza sul valore preciso di questa grandezza, la cui conoscenza esatta era per loro evidentemente determinante per poter affrontare con serenità la giornata. Ad esempio la senatrice Enza Blundo, (…continua a leggere)

La matematica de noantri gli sciachimisti

Sul video che finalmente dovrebbe togliere al mondo ogni dubbio sull’esistenza delle terribili scie chimiche e su tutti i loro reconditi aspetti, video visibile qui, si è discusso molto. Troppo, considerati i contenuti e la caratura degli esperti interpellati, tutti scienziati definiti “indipendenti“, ovvero che in pratica mai nella (…continua a leggere)

I profeti del terremoto

Il terremoto che ha colpito Amatrice e le zone limitrofe ha di nuovo dato voce ai ciarlatani che affermano di poter prevedere un terremoto, ignorati dalla scienza che essi chiamano ufficiale. Sono quelle persone che nella vita fanno o hanno fatto tutt’altro, tipo – ne scelgo uno a caso – l’elettricista in pensione, e tuttavia si spacciano per esperti di sismologia (“…ero in America per lavoro quando ho avuto notizia della scossa…”  Per lavoro? Che lavoro?). Quelle persone che “dopo” lo avevano previsto, e “i dati parlavano chiaro”. Quelli che sul loro sito riportano le misure dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) come se fossero le loro, condite da preziosi consigli molto umani del tipo “se c’è il terremoto state fuori di casa”, oppure “potrebbero esserci altre scosse” (mavalà? E noi che credevamo che il terremoto era una roba da una botta e via!). Quelli che già all’Aquila lo avevano previsto, e poi si scopre che lo avevano previsto a Sulmona in un altro periodo, nonostante all’Aquila ci fossero già state numerose scosse, sbagliando quindi non solo il luogo ma anche la data, tanto che si sono pure beccati una denuncia per procurato allarme.

E poi c’è chi crede ai ciarlatani. Chi (…continua a leggere)

Se non fosse colpa del terremoto? Se fossero morti di Stato?

Tetti di cemento armato costruiti su muri in pietra, non in grado di sostenerne il peso. Anche ad Accumoli, come era già successo in Abruzzo, esplode la polemica sulla validità delle norme antisismiche del passato, indicate tra le cause dei danni prodotti dal terremoto. “Questo è un paese nato nell’800 con case fatte di terra e sassi – denuncia Antonio, abitante di Accumoli che la notte del 23 agosto ha perso tutto, casa e parenti -. Quando ci fu il terremoto nell’86 la Regione ha finanziato i lavori dando permessi per fare i tetti in cemento armato.

Una direttiva che fu poi revocata ma ormai il danno era fatto”. In caso di terremoto, infatti, il tetto in cemento armato oscilla in un blocco unico, gravando sulla struttura sottostante che, se fatta di sassi, finisce per non reggerne (…continua a leggere)

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