“Il 6 aprile 2009, alle ore 3:32, dopo diversi mesi di lievi scosse localizzate e percepite in tutta la zona dell’aquilano, L’Aquila è colpita da un terremoto di magnitudo 6.3 Mw con epicentro situato tra le località  di Roio e Pile. Il bilancio finale è stato di 308 vittime ed oltre 1.500 feriti, mentre la quasi totale evacuazione della città  ha portato a 65.000 il numero degli sfollati.” (da Wikipedia)

A tre anni dal terremoto ci sono ancora 9.779 aquilani in «autonoma sistemazione». Persone che hanno perduto la casa e si sono arrangiate. Qualcuno di loro magari pregusta un appetitoso minicondono per le casette che hanno potuto costruire nel giardino dell’abitazione crollata. Nelle aree del terremoto ce ne sono la bellezza di quattromila. Ma è una magra consolazione. Anzi, rischiano alla lunga di essere, con l’attesa sanatoria, una ferita in più nella immagine della città  antica da ricostruire. Per le «autonome sistemazioni» lo Stato continua a pagare 100 mila euro al giorno. Una quarantina di milioni l’anno, a cui bisogna aggiungere la spesa per i 383 abruzzesi ancora in alberghi o «strutture temporanee» come la caserma delle Fiamme Gialle di Coppito, dove sono in 147. (Corriere)

Ora sono passati 4 anni e da quella notte poco o nulla è cambiato per la città  e per molti cittadini che vivono ancora in alberghi, strutture provvisorie o da parenti. Ringrazio il blog Stop Censura al quale ho rubato il post che si chiede come sia possibile che “…c’è chi pensa a spendere 20 miliardi di euro per comprare 100 caccia bombardieri o 22 miliardi di euro per fare la TAV che sarà  conclusa non prima di 15/20 anni …”

Vi lascio con un interessante documentario che ha per titolo “L’Aquila 4 anni dopo” di Sandro Menga.

Per non dimenticare…





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