Detto in soldoni, senza troppi giri di parole difficili e stucchevoli citazioni colte, agli ammalati africani di Ebola stiamo offrendo in pratica soltanto la rassegnazione per una morte certa, offerta come valore aggiunto di aiuto umanitario occidentale. Sempre meglio delle pallottole promesse dagli africani sani ai possibili malati qualora tentassero di avvicinarsi in posti dove l’Ebola non è ancora arrivata. Ai due ammalati di Ebola occidentali va invece un farmaco sperimentale, che sembra aver saltato tutti i protocolli di sperimentazione; è prodotto con i soldi delle Forze Armate americane da una misteriosa industria che conta la bellezza di ben… nove dipendenti. È illuminante l’articolo di Repubblica pubblicato nel servizio a doppia pagina affiancata sul giornale in edicola venerdì 22 agosto 2014 (vedi).

Altro articolo illuminante, quello messo in Rete da “Farmacista 33” nello stesso giorno, in cui si annuncia la presenza in Rete di falsi farmaci anti-Ebola (vedi): come dire che la velocità del contagio della stupidità è superiore a quello del virus responsabile dell’infezione “africana”, come la mortalità conseguente. Già perché anche sulla mortalità di questa “superinfezione” i conti non tornano: era accreditata di un oltre il 90%; sul finire di questa strana estate il dato viene ridimensionato ad un “oltre il 50%”: esperienza maturata sul campo, dicono le autorità sanitarie internazionali.

Nessuno sa se il “supersegretofarmaco” americano funziona o se i due cooperanti guariti non sono morti grazie al loro si sistema immunitario: se uno su due guarisce spontaneamente… Questo non ha impedito al nostro impavido Carlo Renzi del Codacons di intimare al Ministro Lorenzin di riempire almeno un magazzino statale del farmaco “miracoloso” (vedi). Un consiglio scherzoso ma pertinente al Ministro: prima di farlo, spedisca Rienzi negli Usa per arruolarlo nella sperimentazione in fase clinica che prima o poi dovrà iniziare e in cambio si faccia fare eventualmente uno sconto sulla fornitura.

Ma cos’è questo virus Ebola e perché è tanto pericoloso?

“Il virus Ebola – come si afferma in uno stringato ma molto documentato articolo del Sole 24 Ore (vedi) in cui si ricorda anche il numero di bambini morti per malaria nell’indifferenza generale- distrugge il sistema immunitario. I primi sintomi somigliano a una febbre alta, con mal di gola, cefalee, debolezza. Seguite da diarrea, insufficienze renali e infine da terribili emorragie interne ed esterne, vomiti di sangue ed eruzioni cutanee dolorosissime. La morte avviene per embolia cerebrale.

Ci sono cinque tipi di virus Ebola. Si distingue dalle altre febbri emorragiche per la sua alta mortalità (dal 25 al 90% dei casi). Ma la sua diffusione non è molto facile: si viene contaminati attraverso sangue, secrezioni, sperma e urine.

La forte mortalità di Ebola è paradossalmente il suo punto debole. Uccide troppo in fretta e per questo non riesce a propagarsi come altri virus. Questo spiega perché altri virus, come la febbre di Lassa o la febbre spagnola, tutti e due meno virulenti per gli uomini, abbiano fatto molti morti più di Ebola”.

In questi giorni, su questa malattia, in Rete si trova (oltre ai farmaci taroccati ma specifici) qualsiasi notizia inattendibile sulla malattia prodotta da un virus che attacca selettivamente le cellule endoteliali della vasi sanguigni e linfatici, i fagociti mononucleati (le cellule spazzine del sistema immunitario), gli epatociti (le cellule del fegato). Sulla natura di questa malattia mortale (che è quasi impossibile arrivi in Occidente), dopo un’approfondita ricerca questi sono i siti individuati che la spiegano in modo comprensibile e attendibile, senza indulgere al terrorismo mediatico o allo scoop ad ogni costo: (vedi), (vedi), (vedi), (vedi), (vedi), (vedi).

Consigliamo anche la lettura di questo articolo scientifico di “Galileo”, focalizzato sulla pericolosità dell’infezione (vedi).

Sul capitolo dei farmaci sperimentali contro la malattia, consigliamo la lettura di questo illuminante articolo di “Galileo” (vedi). Il clima in cui si è prodotta l’accelerazione nella sperimentazione di cui parla l’inizio di questo servizio non prevede un futuro tranquillo sul fronte della lotta all’Ebola. La fretta, che è sempre cattiva consigliera nella vita, è una possibile nemica mortale della scienza e del metodo sperimentale che ne rappresenta la sua intima natura. Una natura forte e fragile nello stesso tempo perché totalmente dipendente dall’onestà intellettuale degli scienziati.

[di Nicola Ferraro Via TorinoMedica.Com]

Qualche dato statistico:

Morti globali di Ebola nel 2014: 9000 circa

Morti di influenza in Italia all’anno: 8500 circa

Morti sul lavoro in Italia al giorno: 2

 

 
 

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