Introduzione di IPK.

Una delle cose che più mi fanno incazzare è l’indifferenza della gente rispetto all’ambiente in cui vivono. Ci si arrabbia con i propri figli se lasciano in disordine la camera o se sporcano il pavimento con le scarpe e poi si è del tutto passivi agli scempi ambientali che ci circondano ogni volta che giriamo per la nostra città: rifiuti ovunque, inquinamento di terra e cielo. Proprio di quest’ultimo vi voglio parlare in questo post.

E’ da qualche anno che, nell’indifferenza di molti e la preoccupazione di pochi, i nostri cieli sono sempre meno blu e sempre più ricoperti da strane lingue bianche che formano apparentemente casuali intrecci. In una bella giornata serena non avete mai rivolto lo sguardo al cielo e notato questo groviglio di scie ?

Ebbene c’è chi è andato oltre la semplice costatazione visiva e si è posto una domanda : “che cosa sono?  sono pericolose o sono semplici scie di condensazione ?”.

Il blogger Massimo Santacroce ha provato a dare una risposta diversa dalla solita teoria complottista. A lui la tastiera.

1. Introduzione. Il percorso formativo

E’ ormai più di un anno che mi occupo di scie chimiche, questo blog ha già fatto il suo primo compleanno e ho pensato che fosse bene riportare un consuntivo delle attività svolte e dei risultati ottenuti. Lavoro impegnativo visto il gran numero di osservazioni effettuate e i vari giga di foto scattate.
Ho pensato anche che fosse utile, prima di presentare i risultati delle ricerche, descrivere brevemente qual è stato il mio percorso formativo durante l’anno di lavoro sulle scie chimiche.

La mia avventura sulle scie chimiche è nata dopo aver avvertito un giorno, senza che ancora avessi mai sentito parlare di scie chimiche, l’impressione che ci fosse qualcosa di diverso in cielo. Ricordo che quel giorno stavo camminando e mi fermai di colpo pensando: “Ma quanti aerei ci sono?”. Ero stato colpito dai tanti aerei che volavano contemporaneamente sulla mia città. La sera poi entrai casualmente in un sito che parlava di scie chimiche (una bella sincronicità). La mattina seguente mi misi a osservare il cielo e caso volle che fosse una giornata piena di scie! Insomma, qualcosa mi aveva portato sulla strada delle scie di aereo.

Da quel momento iniziai ad occuparmi della tematica delle scie chimiche, a fare le prime foto a scie e aerei, i primi video. Aprii il blog e scrissi i primi articoli. All’inizio della mia avventura sulle scie chimiche la mia preparazione sulla materia non era ottimale. Ricordo ai lettori che la materia è difficilissima e molto estesa e che comprende numerose e differenti discipline (occuparsi di scie vuol dire occuparsi di fisica, fisica dell’atmosfera, fisica delle contrails, meteorologia, ottica, analisi e processamento di immagini, conoscere a fondo gli aerei e ancora altre). Feci allora il grosso errore di “fidarmi” di notizie trovate su internet senza verificarle (ad esempio: le normali scie di aereo scompaiono dopo alcuni minuti, le scie si formano con umidità del 70%). Con questo background errato la mia opinione si indirizzò verso l’esistenza delle scie chimiche.

Poi un giorno mi capitò di conoscere una persona, Altotas, un medico interessato al fenomeno scie chimiche, e di discutere con lui di persistenza. Questo incontro fu provvidenziale. Stimolato dalle discussioni critiche mi misi a studiare la tematica con ancor più impegno, slegandomi dalla mia opinione personale e cercando di avere una posizione il più possibile “neutrale”, e continuando soprattutto ad osservare il cielo quasi ogni giorno. Passai le vacanze di Natale 2007 a studiarmi una gran mole di articoli scientifici sulle scie di aereo, e a quel punto mi si aprì un mondo.
Scoprii che molte delle cose che si dicono sulle scie chimiche sono sbagliate da un punto di vista scientifico. Non è vero che le normali scie durano al massimo qualche minuto. Le normali scie possono durare ore! Non è vero che le scie si formano solo col 70% di umidità, le scie si formano anche a umidità zero. Poi sviluppai un sistema estremamente accurato per identificare modelli di aerei e poterne quindi stimarne la quota. Mi accorsi che gli aerei con scia volano a quote di 10-11mila metri. Non è stato neanche verificato che esistono scie a bassa quota. Infine non trovai neanche un riscontro del sorvolo di tanker militari con scia su Milano, ma solo di normalissimi aerei di linea. Neanche questo elemento è stato verificato.
Fu un momento difficile e molto critico. Chi si avvicina alle scie chimiche senza una adeguata preparazione scientifica sulle scie di aereo, prima o poi deve affrontare questa dolorosa fase. Chi viene a conoscenza della ipotesi delle scie chimiche e ne viene affascinato, ma senza una precedente adeguata preparazione sulle scie di condensazione, impara a conoscere il fenomeno scie di aereo nel modo sbagliato e si crea idee sbagliate. Idee che poi sono difficili da rimuovere. Se però una persona è spinta dalla ricerca della verità, prima o poi (magari proprio leggendo questo blog) capisce che il fenomeno che si è creduto essere anomalo, è in realtà un fenomeno normale, perlomeno in gran parte dei casi.

Le mie conoscenze sulle scie e sugli aerei migliorarono dunque notevolmente. Revisionai allora alcuni miei articoli e feci delle nuove analisi che, sulla base della mie nuove conoscenze, mostravano spesso, anche se non sempre, la normalità del fenomeno scie. I mie nuovi articoli presero una direzione diversa. La direzione della criticità, del dubbio, della verifica, del bisogno di prove forti e inattaccabili.
Estremamente importante fu a questo punto l’incontro con Darkskies. Darkskies, mosso da dubbi su alcuni aspetti della ipotesi delle scie chimiche, confermò con le sue analisi nei cieli di Vicenza alcuni risultati relativi alle osservazioni effettuate a Milano.
La ipotesi delle scie chimiche non appariva più forte come prima. Anzi, iniziava a scricchiolare paurosamente.
Deve essere chiaro a questo punto che il mio lavoro è quello di trovare la verità qualunque essa sia. Non mi importa se le scie chimiche esistano o meno. Non ne ho nessun vantaggio in entrambi i casi. A me importa, come a chiunque si interessa della questione con amor di verità, solo capire cosa stia succedendo. E mi importa soprattutto una cosa: presentare risultati il più possibile corretti.

Infine, tengo a ricordare che durante questi mesi di ricerche ho scoperto quanto sia entusiasmante fotografare gli aerei, le scie e le nuvole, indipendentemente dalla tematica scie chimiche. Alcuni degli articoli del blog esulano così in tutto o in parte dalla tematica delle scie chimiche ma sono incentrati sull’aspetto squisitamente fotografico.

Bene, concluse le premesse, vediamo ora i risultati, partendo dalle motivazioni, gli obiettivi e le modalità della ricerca, continuando con le attività svolte e concludendo con le prospettive di lavoro.

2. Motivazioni, obiettivi e modalità delle ricerche

Quando sono venuto a conoscenza della ipotesi delle scie chimiche ho ritenuto utile e doveroso effettuare una verifica di questa ipotesi. Ho pensato che non si perdeva niente a effettuare questa verifica. Se le scie chimiche esistono, si guadagna tanto ad averne dimostrato l’esistenza. Se le scie chimiche non esistono, non si perde nulla ma anzi si guadagna in nuove conoscenze e competenze. Per cui, a mio avviso conveniva indagare sulle scie chimiche. Col tempo ho anche capito che l’attività di ricerca sulle scie è estremamente divertente. Una motivazione in più. Alla fine sono anche andato in televisione, chi l’avrebbe mai detto? 😀

L’obiettivo strategico della mia attività di ricerca è verificare se su Milano, ma anche su altre città d’Italia (ed anche d’Europa) sono state rilasciate scie chimiche, scie cioè differenti dalle normali scie di condensazione. Ricordo che per le Istituzioni non ci sono evidenze dell’esistenza di scie chimiche. Se la verifica sarà positiva, è mia intenzione scrivere un articolo scientifico e inviarlo a una rivista referata affinché l’esistenza di scie anomale venga portata alla luce.

Gli obiettivi specifici della mia attività sono stati ricercare prove certe e inattaccabili della presenza di anomalie nei cieli attraverso l’osservazione fotografica del cielo e il confronto di quanto osservato con quanto è scientificamente conosciuto.

Il metodo adottato nelle mie ricerche è il seguente. Ogni volta che trovo una possibile prova di anomalie nei nostri cieli la sottopongo a una lucida e spietata azione di verifica, atta a farla crollare. Se la prova rimane in piedi allora forse abbiamo trovato una vera anomalia. Solo le prove fortissime, che resisteranno in piedi, saranno considerate.

3. Attività svolte

1) Numerosissime sessioni di riprese fotografiche e video del cielo di Milano e di altre città d’Italia e d’Europa, sia da terra che da aria, concentrate soprattutto nei week end, nel tardo pomeriggio degli altri giorni lavorativi e nei periodi festivi. Analisi delle fotografie e dei video. Identificazione degli aerei fotografati e stima della quota di volo. Analisi dei dati atmosferici delle giornate in cui ho scattato foto. Verifica della presenza di anomalie.
2) Studio della letteratura scientifica inerente le normali scie di condensazione di aereo.
3) Pubblicazione di numerosi video sulle scie di aereo.
4) Pubblicazione di numerosi articoli sulle osservazioni effettuate.
5) Partecipazione a n.2 conferenze sulle scie chimiche (Palma Campania, Mestre).
6) Partecipazione a n.2 trasmissioni televisive sulle scie chimiche (Rebus, Odeon TV).

4. Risultati conseguiti

Ho pensato di presentare i risultati conseguiti elencando qui di seguito alcuni dei principali “pilastri” della ipotesi delle scie chimiche con il relativo giudizio (giusto, errato, verificato, non verificato) che posso esprimere in base alle mie ricerche.
Buon divertimento 🙂

1) Le normali scie di condensa durano al massimo qualche minuto. Se una scia permane più a lungo deve essere chimica. ERRATO.
Le normali scie di condensa durano da qualche secondo a qualche ora (addirittura qualche giorno per la NASA). Che le scie possano durare ore è risaputo fin dagli anni ’50. Per una trattazione di questo argomento si veda il post: “La formazione, persistenza e crescita delle scie di condensazione di aereo” [1].

2) Le normali scie di condensazione si formano con livelli di umidità di almeno il 70%. ERRATO.
Le normali scie di condensa si formano anche a umidità zero se la temperatura è sufficientemente bassa [2]. Le scie a umidità zero sono ovviamente di tipo non persistente. Avere umidità al 70% è una cosa poco frequente. Se fosse cosi, vedremmo le scie molto raramente. L’umidità alta 60-70% serve invece a dare persistenza ed espansione.

3) Le normali scie di condensa si formano dagli 8000 metri in su. ESATTO (alle nostre latitudini).
Alle nostre latitudini le normali scie di condensa si formano solitamente dagli 8000 metri circa in su; a quote molto inferiori (sempre alle nostre latitudini), 3-4mila metri, non abbiamo le condizioni per la loro formazione. Si veda a tal proposito il diagramma di Appleman [2]. Ricordo che proprio con il diagramma di Appleman è possibile prevedere se esistono le condizioni per la formazione di scie in una determinata giornata e località, e ad una determinata ora e quota.

4) Le scie chimiche vengono rilasciate da aerei che volano a bassa quota (2-4mila metri). NON VERIFICATO.
Non ho verificato questa ipotesi. In più di un anno di osservazioni non ho mai osservato una scia di aereo a quote inferiori ai 7000 metri. Le scie che ho analizzato si trovavano quasi sempre a quote di 10-11mila metri circa. L’ipotesi delle scie a bassa quota su Milano non è quindi verificata. Dati di un altro autore Darkskies (comunicazione personale) confermano che gli aerei con scia volano a 10-11mila metri anche su Vicenza. Una preliminare indagine su aerei fotografati a Berlino mostra anche in questo caso che gli aerei con scia si trovavano a 10 mila metri. Dati di un fotografo di aerei che utilizza il telescopio ed un sistema radar per la stima delle quote mostrano che gli aerei con scia in Belgio volano a quote di 8-11mila metri [3]

5) Le scie chimiche vengono rilasciate da aero-cisterne militari (tanker). NON VERIFICATO.
Tra tutti gli aerei che hanno volato con scia su Milano e che ho identificato non ho raccolto evidenze di aero-cisterne. Anche questa ipotesi non è verificata.

6) Le scie chimiche contengono bario e alluminio. NON VERIFICABILE.
Non ho potuto ovviamente verificare questa ipotesi per le scie osservate. E come mai avrei potuto farlo? Come si fa a dire che una scia contiene alluminio se non la si campiona o se non si fanno analisi spettroscopiche? Se si trovasse allumino o bario da qualche parte al suolo in concentrazioni anomale, e si pensasse che venga dalle scie, bisognerebbe comunque dimostrare la correlazione metallo-scie.

7) I metalli contenuti nelle scie chimiche provocherebbero iridescenza. NON VERIFICATO.
Ho visto e fotografato nei cieli di Milano iridescenze nelle scie e nelle nuvole varie volte. La iridescenza nelle nuvole, ed anche nelle scie, è tuttavia un fenomeno normale, conosciuto. Si veda ad esempio il caso di spettacolari nuvole colorate fotografate su Milano il primo di marzo e da me tentativamente identificate (sarebbe però necessaria la conferma di un meteorologo) come nuvole madreperlacee o nuvole iridescenti [4]. Stupisce certo la frequenza di osservazione di fenomeni di iridescenza in certi periodi dell’anno, ma questo non dimostra che le scie contengano metalli.

8) La distanza scia-motore è pari circa all’apertura alare. Una scia attaccata al motore è sinonimo di scia chimica. NON TRATTATO.
Questo è un argomento molto interessante che affronterò in un prossimo studio.

9) Gli aerei chimici hanno strane appendici sub-alari, cioè dispositivi atti alla erogazione di scie chimiche. NON VERIFICATO.
In più di un anno di osservazioni su Milano non ho alcuna evidenza di tali dispositivi. Per poter dimostrare che un aereo sia dotato di un erogatore di scie chimiche bisogna presentare una foto ad altissimo zoom che sia inequivocabile (una foto ottenuta utilizzando il telescopio)

10) Gli aerei chimici seguono rotte non convenzionali. NON TRATTATO.
Non conosco le normative relative alle aerovie. Questo è un punto che non ho ancora affrontato.

11) Esisterebbero aerei bimotori che emettono scie centrali. Tali scie sarebbero scie chimiche. NON VERIFICATO.
Le emissioni centrali dei bimotori possono essere scie di condensazione dell’APU (motore ausiliario presente nella coda dei velivoli), scie di condensazione del terzo motore (il bimotore in realtà è un trimotore tipo DC10), scarichi dei lavandini (non delle toilette), scarico di carburante.
Ho affrontato in passato l’argomento terza scia [5]. In un articolo ho analizzato il caso di un velivolo che emetteva tre scie sopra casa mia, concludendo che le tre scie potrebbero essere scie chimiche. Alla luce delle mie nuove conoscenze sugli aerei, non avendo considerato in quella analisi un particolare tipo di emissione centrale, quella dei lavandini degli aerei, la terza scia osservata potrebbe essere identificata come una scia di questo tipo.
Ho riportato poi un altro caso di terza scia apparentemente molto strana [6] per il quale valgono comunque le considerazioni di cui sopra.
La cosa che tuttavia mi lascia dei forti dubbi è che nel 2008 non ho più osservato fenomeni di terza scia. Mai, contro le varie volte del 2007. Non riesco a spiegarmi questo strana discrepanza statistica. Ulteriori studi su questo argomento sono quindi assolutamente necessari.

12) Esisterebbero aerei bianchi privi di contrassegno che rilasciano scie chimiche. NON VERIFICATO.
Non ho evidenze che esistano tali aerei. Un aero a 10mila metri che appare bianco in una foto può benissimo non esserlo. Esistono normali aerei di linea con pochi colori. Se fotografo un tale aereo mentre vola a 11mila metri è chiaro che sembra bianco e senza insegne. Non posso quindi dimostrare che un aereo che appaia bianco in una foto sia davvero privo di contrassegno (codice di identificazione). Per identificare un siffatto tipo di aereo è assolutamente necessario munirsi di telescopio.

13) Spesso si vedono scie lunghe e scie corte contemporaneamente, oppure un aereo con scia e un aereo senza scia. Potrebbe trattarsi di un aereo normale e di un aereo chimico fotografati contemporaneamente. NON VERIFICATO.
Se gli aerei si trovano a quote diverse, ciascuno con livelli di umidità differenti, è possibile che le scie dei due aerei appaiano differenti o che uno emetta la scia e l’altro no. Affinché il fenomeno diventi interessante, è necessario dimostrare che gli aerei siano alla stessa quota e soprattutto volino con condizioni atmosferiche uguali. Non ho queste evidenze. Ho evidenze di aerei che “sembrano” volare a quote simili, ma il “sembrano” purtroppo non ci serve a niente. Noi possiamo fare tutte le ipotesi che vogliamo, ma alla fine, contano solo i risultati certi. Ovviamente vale anche il contrario, se non conosco i valori di umidità non posso neanche dimostrare che una scia sia normale. Ho discusso questo concetto in un precedente articolo [7]. Ma il mio obiettivo non è dimostrare la normalità di una scia ma la non normalità delle scie. La normalità è dimostrata dalla teoria scientifica. Le scie di aereo sono una cosa normale. Quando vedo una scia e non trovo anomalie, la identificazione migliore è che si tratti di una banale scia di ghiaccio. Magari poi è davvero chimica, ma io non lo posso dire.

14) A volte si vedono scie interrotte. Si tratterebbe di sbalzi di pressione nell’erogatore di scia chimica. NON VERIFICATO.
Se le condizioni atmosferiche cambiano, una normale scia di condensa si può interrompere. Anche in questo caso comunque non posso avere certezze a meno che non si conoscano i dati specifici di umidità e temperatura del punto in cui la scia si interrompe. In ogni caso, senza certezze, non posso parlare di anomalie (ricordiamoci, siamo alla ricerca di prove forti e inattaccabili).

15) Vedo un aereo che inizia a produrre una scia. E’ l’inizio di una scia chimica. ERRATO.
Il momento in cui un aereo inizia a produrre una scia può benissimo essere l’inizio della formazione di condensa! Una analisi del momento in cui un aereo inizia a produrre una scia, pubblicato precedentemente sul blog, non mostra alcun elemento anomalo certo [8, 9].

16) Gli aerei civili non volano in formazione quindi gruppi di aerei con scia in formazione potrebbero essere aerei chimici. NON VERIFICATO.
Come sopra, è necessario dimostrare che gli aerei apparentemente in formazione siano alla stessa quota. Se vediamo alcuni aerei nello stesso momento in cielo, ma se essi non sono alla stessa quota di volo, possono benissimo essere aerei di linea su livelli di volo vicini ma diversi. Ho evidenze di bellissimi voli ravvicinati, appaiati, ma non riesco a stimare la quota dei velivoli con facilità e determinare quindi se si trovano alla stessa quota [10, 11,12 ]. In definitiva non ho evidenze forti e inattaccabili di voli in formazione su Milano. L’argomento è comunque sicuramente interessante.

17) Spesso si osservano oggetti volanti sferici in prossimità di scie di aereo. ESATTO.
Ho forti evidenze dell’esistenza di oggetti sferoidali volanti di almeno 5-7 metri di diametro che volano ad almeno 8-10mila metri [13]. Ho osservato questi oggetti mentre riprendevo scie persistenti tuttavia, non so se esista una relazione diretta tra questi veri e propri UFO e le scie. Forse esiste, io lo ipotizzo, ma ancora non lo posso provare.
In ogni caso, questo dato ci indica che in cielo, alle quote di 9-10mila metri succede qualcosa di non normale.
Ho altresì possibili evidenze di oggetti sferoidali che stazionerebbero in prossimità delle scie e di aereo. Si tratterebbe di oggetti sferoidali di diverso tipo [ 14] ed in certi casi di oggetti romboidali, dato confermato anche da Darkskies [15, 16]. La mia ipotesi, da verificare, è che gli oggetti sferoidali siano sonde atmosferiche, forse sonde per analisi di scie. Tale ipotesi si basa anche su alcuni video di altri autori dove si vedono sfere volanti che si “immergono” letteralmente nelle scie.

18) Esisterebbero dei velivoli sferici (dotati di proiettori olografici o sistemi di dissimulazione che li farebbero apparire come normali aerei) che emettono scie. Le scie chimiche verrebbero quindi prodotte da veri e propri UFO. NON VERIFICATO.
Conobbi la ipotesi dei “Morphing jets ” sul sito orbwar [17]. Ho delle fotografie di apparenti oggetti sferici che emettono scie [18], tuttavia si tratta di foto di aerei lontani dalla mia verticale e scattate con una fotocamera a basso zoom. Non mi è mai capitato di fotografare o filmare uno di questi “sferaerei” sulla mia verticale e ad alto zoom. Questo fatto mi fa pensare che allora si possa trattare solo di mancanza di risoluzione della foto. L’uso del telescopio potrà essere di aiuto per la questione, sicuramente interessante.

19) Scie persistenti che vengono osservate con condizioni atmosferiche che non permettono la persistenza sono scie chimiche. DA CONFERMARE.
Ho delle evidenze di scie di aereo che sarebbero fuori criterio e per la formazione e per la persistenza [19, 20, 21]. Ho cioè osservato scie di aereo a quote dove la loro formazione non era permessa e scie persistenti quando non vi erano le condizioni per la persistenza. Ho ben tre casi in cui si ha discrepanza tra osservazione e previsione. Non so se questa discrepanza dimostri che le scie osservate sono anomale. E’ necessario quindi presentare questi dati ad esperti di scie per discuterli e comprenderli.

20) Alcune scie hanno morfologie strane, allora devono essere scie chimiche. ERRATO.
Certe scie stupiscono sicuramente per la bizzarra morfologia [22], ma se una cosa è strana non vuol dire che sia anomala! Il fatto che una scia sia strana non dimostra che sia chimica. Ho analizzato la morfologia di varie scie e ho notato che determinati modelli di aereo presentano scie con specifiche morfologie e dinamiche di formazione. Ad esempio, ho notato che si può distinguere tra i due principali modelli di quadrimotore che solcano i nostri cieli, il B747 [22] e l’A340 [23] proprio dal tipo di scia [24]. Ciascun modello emette una scia con ben determinate caratteristiche.
Sono rimasto sicuramente colpito dalla espansione di tipo non radiale di scie persistenti osservate a pochi metri di distanza mentre mi trovavo in volo sull’Europa [25].

21) Alcuni aerei seguirebbero un raggio (la linea nera). NON VERIFICATO. Altre scie sarebbero nere, quindi chimiche. DA CONFERMARE.
Argomento interessante. In molti casi la linea nera è semplicemente l’ombra della scia sulle nuvole [26]. In altri casi si tratta semplicemente di una distrail (l’aereo, attraversando una nuvola ne provoca l’evaporazione lungo la sua traiettoria). In altri casi la linea nera sembra più strana e difficilmente spiegabile [27]. L’argomento è in fase di analisi ma a tutt’oggi non posso dire di avere prove che dimostrino inequivocabilmente che la linea nera sia un raggio.
L’11 novembre 2007 ho tuttavia osservato e filmato un velivolo emettere due scie bianche ma, ad intermittenza, emettere una scia nera centrale. Il dato non è stato ancora pubblicato. Anche in questo caso il dato, molto interessante, deve essere verificato da esperti di aerei per capire cosa sia la emissione nera centrale.

22) In certi giorni ci sarebbero degli aerei in più rispetto al normale traffico aereo. DA VERIFICARE.
Interessantissima ipotesi. Più volte ho osservato “orde di aerei” con scia arrivare all’improvviso. In quei momenti non sapevo dove fotografare perché arrivavano aerei da tutte le parti! Al contrario, non ho mai osservato l’arrivo di “orde di aerei” senza scie. La verifica di questa impressione, che esistano cioè degli aerei che rilasciano scie che si aggiungono al normale traffico aereo, andrebbe comunque effettuata con una comparazione del traffico aereo registrato con il dato osservato. Al momento non dispongo di queste verifiche quindi la impressione rimane una interessante ipotesi di lavoro.

23) Le scie chimiche esistono perché esiste una campagna di divulgazione subliminale delle scie di aereo in film, cartoni animati, pubblicità. Tale campagna dimostra indirettamente l’esistenza di anomalie nei cieli. NON TRATTATO.
E’ un argomento estremamente interessante, anche se non si presta alle mie osservazioni dirette del cielo e che per cui non ho ancora trattato. La tematica è stata egregiamente trattata e discussa alla conferenza di Mestre [28]. Questa ipotesi è una via alternativa per dimostrare l’esistenza di anomalie nel fenomeno scie. Secondo questa visione, esisterebbe un potere occulto che attraverso i mass media abitua la popolazione, soprattutto i bambini e i giovani, ad un mondo con le scie.
Per verificare questa ipotesi bisognerebbe tuttavia parlare, caso per caso, con gli autori dei documenti video dove appaiono le scie, sincerandosi dei motivi che hanno spinto gli autori stessi a inserire le scie.
Sono stato invece molto colpito dal film “Into the wild”, dove appaiono sequenze filmate di aerei con scia [29]. Il caso di questo film è tuttavia diverso. Le scie di aereo potrebbero essere state inserite nel film appositamente per denunciare la ipotesi delle scie chimiche. Ovviamente la mia è una ipotesi e per sapere perché ci sono le scie bisognerebbe chiedere all’autore.

24) Esisterebbe una campagna di disinformazione sulle scie chimiche. Questa campagna proverebbe l’esistenza di anomalie nei cieli. NON TRATTATO.
Anche questo punto esula dalle mie osservazioni dirette del fenomeno. Non ho tuttavia evidenze che esista una campagna organizzata di disinformazione sulle scie chimiche. Le persone che ho conosciuto che negano l’ipotesi delle scie chimiche lo fanno, discutendo con me, con toni pacati, gentili ma soprattutto con competenza, informando su quello che di certo si sa sulla teoria di formazione delle scie di condensazione e sugli aerei.

25) Le scie chimiche ed il sistema di antenne HAARP verrebbero utilizzati per modificazioni climatiche. NON TRATTATO.
Questo è un punto molto interessante. E’ infatti noto che non c’è bisogno che una scia sia chimica per modificare il clima. Già le normali scie di condensazione hanno effetti sul clima. Secondo la NASA infatti, qualsiasi cambiamento nella copertura delle nuvole potrebbe contribuire a cambiamenti a lungo termine sul clima. Poiché le scie, soprattutto quelle persistenti, rappresentano un aumento nella copertura nuvolosa, esse contribuiscono a modificare il clima.
Non conosco il sistema HAARP perciò non posso esprimermi sulla questione. Per quel che riguarda l’ipotesi secondo la quale l’uso di scie di aereo viene effettuato per bloccare fronti nuvolosi, ho visto interessanti foto satellitari e documenti al riguardo, ma non mi sono occupato dell’argomento in profondità, per cui non posso pronunciarmi.
L’argomento modificazioni climatiche è estremamente complesso e esteso e la sua trattazione va al di là degli scopi di questo blog.

26) Le scie chimiche vengono utilizzate per distribuire agenti patogeni sulla popolazione. NON VERIFICABILE.
Anche in questo caso, l’ipotesi può essere verificata solo con un campionamento delle scie.

Considerazione finale sui risultati.
Vorrei puntualizzare un concetto estremamente importante. Quando dico che non ho evidenze di anomalie voglio dire che non ho prove dell’esistenza di una anomalia, non che l’anomalia non esista. E’ una differenza sottile ma sostanziale. Magari l’anomalia esiste davvero. Magari tutte le scie che ho fotografato sono chimiche, magari siamo davvero in una Matrix, e il nostro destino è vivere in un mondo di scie. Magari.
Ma se non trovo prove certe, io non ho evidenze di anomalie. Quello che mi interessa è trovare, se esistono, prove forti e inattaccabili di eventuali anomalie nei cieli. Le impressioni, i forse, i secondo me, i potrebbe essere, sono elementi utilissimi per la discussione, ma non hanno nessun valore probatorio. Alla fine, per me contano solo le certezze.
Preferisco un grammo di certezza ad una tonnellata di ipotesi non verificate che al minimo soffio di vento cadono inesorabilmente come fragili castelli di carta.

5. Discussione dei risultati

Il quadro che emerge dai risultati non è di semplice decifrazione. Molti dei pilastri dell’esistenza delle scie chimiche non sono stati verificati o si sono dimostrati errati. Molti degli aerei fotografati appaiono come normalissimi aerei di linea. Gran parte delle scie analizzate non presenta anomalie.
Ma a pensarci bene, tutto questo è ovvio. E’ ovvio che una eventuale operazione clandestina sia celata. Se le scie chimiche esistessero esse sarebbero simili a quelle normali e verrebbero rilasciate a 11mila metri, proprio per apparire come normali scie. Sarebbero pensate in modo da non essere riconoscibili. Sarebbe assurdo che qualcuno rilasciasse una scia chimica a quote basse, così che chiunque sarebbe in grado con una semplice fotografia di identificarla! Ricordo infatti che esiste un metodo molto semplice ed estremamente preciso che permette di stimare la quota di volo di un aereo da una sua semplice fotografia. E ricordo altresì che se un aereo rilasciasse una scia su Milano a 2000 metri, se ne accorgerebbero tutti!

La gran parte del fenomeno scie da me analizzato non presenta evidenze di anomalie.

Per quanto riguarda ciò che non è compreso nella “gran parte del fenomeno scie analizzato”, il dato sicuramente più interessante è la incongruenza tra scie osservate e dati atmosferici registrati, in tre differenti giornate. Numerose pubblicazioni scientifiche mostrano che per avere persistenza sono necessari ben determinati valori di umidità atmosferica. Su questo non ci sono dubbi [1]. Io ho osservato scie persistenti ed espanse sul centro di Milano quando alla stessa ora i dati atmosferici registrati a Milano Linate non permettevano la persistenza o, in un caso, la formazione di scie. Questi dati sono sicuramente i più interessanti raccolti. Come si può spiegare questa discrepanza? Per comprendere i dati raccolti è assolutamente necessario discuterli con un esperto.
Sulla base di queste ed altre osservazioni è stata comunque elaborata una ipotesi di lavoro, in maniera indipendente da parte di Darkskies e Altotas, secondo la quale in realtà non sarebbero le scie ad essere anomale, ma l’atmosfera. La presenza di particolari nuclei di condensazione o financo particolari radiazioni potrebbero catalizzare la formazione di nuvole, e quindi anche di scie, quando queste normalmente non si formerebbero. Ecco perché vedremmo scie quando non ce le dovremmo aspettare. Le lunghe scie che vediamo sarebbero in realtà una conseguenza di questa modificazione atmosferica. Chi e perchè modifichi l’atmosfera ovviamente rimarrebbe un mistero.
In ogni caso, prima di addentrarci in ipotesi, è necessario avere conferme che le discrepanze osservate rappresentino una vera anomalia. A quel punto, dato alla mano, sarà lecito fare qualunque ipotesi.

Un altro dato interessante è stata la osservazione di una scia nera l’11 novembre 07. Anche in questo caso questa osservazione andrebbe discussa con un esperto di aerei per verificare se il fenomeno osservato possa essere in qualche modo spiegato.

Interessante anche la tematica della terza scia. Interessante soprattutto che a partire dal 2008 non abbia più osservato scie centrali, cosa che non riesco a spiegarmi. Il numero di osservazioni effettuate quando vedevo e quando non vedevo la terza scia è infatti comparabile.
Aggiungo anche una constatazione. In più di un anno di osservazione non ho mai visto su Milano un aereo trimotore rilasciare scie (tipo DC10). Sempre bi o quadrimotori. Non so se questa osservazione abbia un significato o meno, ma mi è sembrato interessante riportarla.

Un dato forte invece c’è. Ho raccolto prove a mio avviso certe dell’esistenza di oggetti sferoidali volanti nei nostri cieli, senza dubbio il risultato più importante delle mie ricerce. Una conferma da parte di altri ricercatori dell’esistenza di questi oggetti sarebbe ora estremamente utile. Dati non ancora pubblicati di Darkskies (comunicazione personale) dimostrerebbero l’esistenza di oggetti sferoidali anche su Vicenza. Cosa siano, cosa facciano, di chi siano questi oggetti io non lo so, ma sono convinto che esistano e che volino nel nostro cielo.
Interessante è anche il fatto che io abbia sempre filmato questi oggetti mentre filmavo scie di aereo. Questi oggetti hanno quindi una qualche relazione con le scie? Le sfere dimostrano anche l’esistenza di scie chimiche? Non lo so. Potrebbe anche essere, è una ipotesi che seguo, e che ritengo possibile, ma la correlazione diretta tra scie e oggetti su Milano, anche se possibile, è ancora da verificare.
Interessanti anche le riprese di oggetti sferoidali che stazionano apparentemente nei pressi delle scie. Ho avanzato l’ipotesi che questi oggetti siano sonde atmosferiche o financo sonde per analisi di scie. Tali ipotesi andranno ovviamente verificate.

Per quel che riguarda infine gli aerei sferici che emettono scie, la questione è molto interessante ma rimane ancora da verificare.

6. Conclusioni
Il quadro finale che emerge dalle mie analisi è il seguente:
la gran parte del fenomeno scie osservato e analizzato non presenta evidenze di anomalie. La maggior parte delle scie analizzate rispetta i criteri per la loro formazione. Gli aerei identificati risultano essere aerei di linea. Per la restante parte del fenomeno scie analizzato esistono delle interessanti evidenze di possibili anomalie che devono essere tuttavia verificate e confermate da altri ricercatori. Siamo quindi in fase di attesa di tali verifiche.
E’ stata invece trovata una forte evidenza dell’esistenza di oggetti sferoidali volanti. Tali oggetti avrebbero un diametro di 5-7 metri, volerebbero a 10mia metri.

Se quindi qualcuno mi chiedesse oggi se sono state rilasciate scie anomale su Milano io risponderei così: “Al momento non ne ho evidenze, ma sono in attesa della verifica da parte di altri ricercatori di alcune possibile evidenze di anomalie che ho registrato. Ho tuttavia trovato evidenze dell’esistenza di oggetti sferoidali di 5-7 metri di diametro che svolazzano indisturbati nei nostri cieli. E’ possibile che questi oggetti abbiano un qualche tipo di relazione con le scie di aereo, ma ciò è ancora da dimostrare”

Il risultato più importante di quest’anno di attività sulle scie chimiche è stato comunque sicuramente per me un altro: le tante e belle amicizie che sono nate in questo anno di ricerca.

7. Prospettive di lavoro

Le mie indagini sulle scie di aereo continueranno? Sì, almeno per un po’ di tempo (in fondo è molto divertente 🙂
Per prima cosa dovrò verificare quanto sopra riportato riguardo a discrepanze tra osservazione/previsione e riguardo alla scia nera.
Successivamente sarà necessario un miglioramento negli strumenti di analisi per poter ottenere risultati più approfonditi, poiché continuando le indagini con i mezzi di analisi a mia disposizione (macchina fotografica ad alto zoom) non potrei ottenere risultati diversi da quelli ottenuti fin ora.
Questo miglioramento potrebbe essere ottenuto attraverso l’uso di un dispositivo ad altissimo zoom (telescopio). Già numerose analisi hanno mostrato che gli aerei che producono scie sono identificabili come normali aerei di linea. La fotografia telescopica potrà darci un quadro ancor più completo.
Saranno effettuati infine ulteriori studi sulle sfere volanti (ovviamente se si faranno filmare 🙂 con l’obiettivo di capire soprattutto se esiste una relazione tra le sfere e le scie di aereo.

Riassumendo, le prospettiva di lavoro saranno dunque:
1) Discutere le incongruenze tra osservazione di scie e previsione con un esperto di scie di aereo. In caso di conferma di anomalie, elaborare una teoria che spieghi il dato osservato.
2) Discutere il caso della scia nera con un esperto di motori.
3) Effettuare osservazioni con telescopio di aerei e scie per migliorare la risoluzione e ottenere informazioni dettagliate sugli aerei che rilasciano le scie persistenti.
4) Studiare gli oggetti sferici per capirne origine, ruolo, meccanismo di funzionamento e relazione con le scie. Verificare l’esistenza di velivoli sferici che emettono scie.
4) Studiare altri aspetti delle scie di aereo come la distanza scia/motore e la scia centrale.

Concludo ricordando che il lavoro sulle scie mi diverte molto. Vorrei fare ancora di più, ma posso dedicare a questa attività non moltissimo tempo visto che come tutti devo anche lavorare 🙂

8. Ringraziamenti

Durante questo anno e più di ricerca ho conosciuto tante persone. L’esperienza, dal punto di visto umano è stata ricchissima e molte sono le persone da ringraziare per gli importanti contributi alle mie ricerche.

Ringrazio innanzi tutto chi ha sostenuto economicamente le mie ricerche: io! 😀
Ringrazio i cari lettori del blog per i tanti commenti critici, gli incoraggiamenti iniziali ed il sostegno.
Ringrazio i miei colleghi di lavoro, in primo luogo il Dr. F. Orsini, PhD (anche conosciuto negli ambienti internazionali come “l’Ambasciatore”), che ha con pazienza revisionato alcuni dei miei articoli, il Dr. P. Arosio, PhD, e il Dott. M. Marinone per i suggerimenti e le discussioni critiche. Ringrazio anche tutti gli altri miei colleghi per le discussioni critiche sulla tematica e per aver “sopportato” i miei noiosi racconti quotidiani sulle scie e sugli UFO 🙂
Ringrazio Altotas, per le importanti discussioni crtiche sulla persistenza, per le preziose indicazioni bibliografiche e per aver catalizzato il mio re-incontro con la luminosa strada della criticità.
Ringrazio Darkskies per le utili discussioni critiche, per il suo importante lavoro di verifica delle quote di volo delgi aerei su Vicenza, per il sostegno e per l’insistenza sull’utilizzo del telescopio!
Ringrazio Scie-nziato e Hanmar per gli utili spunti critici e le informazioni sugli aerei.
Ringrazio Depa Billaba per la lettura critica di vari articoli ed i preziosi suggerimenti.
Ringrazio w. per gli interessanti spunti critici.
Ringrazio Maurizio Decollanz, l’organizzazione “Salute e Ambiente” e Oldleon per avermi dato la possibilità di esporre il mio pensiero rispettivamente alle trasmissioni televisive Rebus e alle conferenze di Mestre e Palma Campania.
Ringrazio Saimon per le utili discussioni critiche ed i suggerimenti.
Ringrazio Kuarzo e Wambly per le utili discussioni su UFO e sfere.
Ringrazio Niki, Paolo, Angela, Virginia, Andrea P, Marika, Andrea Z per le utili discussioni critiche.

Ringrazio infine soprattutto gli aerei che per qualche motivo passano sempre sopra casa mia (sennò non potevo fare il blog)! 😀

Referenze

[1] Cieliazzurri, La formazione, la persistenza e la crescita delle scie di condensazione di aereo
[2] Nasa Appleman
[3] http://www.skystef.be/
[4] Cieliazzurri, Colors in the Sky
[5] Cieliazzurri, La terza scia
[6] Cieliazzurri, Saturday Trail Fever
[7] Cieliazzurri, Scio anch’io. No tu no!
[8] Cieliazzurri, Onset of a Trail
[9] Cieliazzurri, Discussione sul video “Onset of a Trail”
[10] Cieliazzurri, The Twin Trails
[11] Cieliazzurri, Il sorpasso
[12] Cieliazzurri, Una sciona per due!
[13] Cieliazzurri, Evidenze dell’esistenza di velivoli sferoidali nei nostri cieli
[14] Cieliazzurri, Forti evidenze di anomalie nel nostro cielo
[15] Cieliazzurri, UFO captured in proximity of a jet trail
[16] Darkskies, Ovni close to a jet
[17] http://www.orbwar.com/
[18] Cieliazzurri, Il giorno delle scie
[19] Cieliazzurri, Discussione su apparenti incongruenze tra osservazioni di scie e dati atmosferici il 19 aprile 2008 a Milano
[20] Cieliazzurri, Scie persistenti di aereo su Milano il 26 marzo 2008
[21] Cieliazzurri, Analisi di scie di aereo fotografate nei cieli di Milano il 9 e 10 agosto 2008. Possibili evidenze di anomalie (in pubblicazione)
[22] CIeliazzurri, A four engine aircraft trail
[23] Cieliazzurri, La scia dell’A340
[24] Cieliazzurri, Osservazione di differenti tipi di scie prodotte da quadrimotori
[25] Cieliazzurri, In mezzo alle scie
[26] Cieliazzurri, Aircraft trails over Milan
[27] Cieliazzurri, The black line
[28] Cieliazzurri, Relazione sulla conferenza di Mestre
[29] Cieliazzurri, Into the wild

Nota sul copyright
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Questo articolo è originariamente stato pubblicato il 1/09/08 sul blog “Scie persistenti su Milano”. Autore Massimo Santacroce

 

 

 

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