Tutto pronto per il gran giorno del lancio dell’ultima versione del sistema operativo per Mac: Apple OSX 10.7. Salvo imprevisti uscirà Mercoledì 20 Luglio. L’attesa è finita ed ora la domanda che ricorre di più è: ne vale la pena? Essendo scritto come Developer presso il sito Apple dedicato agli sviluppatori, ho potuto seguire fin da subito la nascita e l’evoluzione di questo sistema operativo: dall’esordio dello scorso anno con la prima Developer Preview fino ad arrivare alla Golden Master (ultima versione prima del lancio) della scorsa settimana. Durante tutto il percorso di sviluppo, Lion si è messo in evidenza per la sua stabilità e buona velocità di avvio fin dalle prime beta. L’unica nota stonata è che gli utenti del Macbook Air di ultima generazione dovranno dire addio al lancio in due secondi dalla visualizzazione della rotellina sotto la mela…ora ne serviranno un po’ di più ma per il resto sarà il “solito” OSX veloce e scattante. Ciò scritto, la mia opinione su Lion è che Apple stia tentando, non riuscendoci ancora del tutto, a unire due mondi: quello di iOS e di OSX. Il nuovo Launchpad, una sorta di schermata che si sovrappone al desktop mostrandoci tutte le applicazioni installate e che possiamo eseguire, è solo uno degli elementi di richiamo a iOS. Ci sono, infatti, delle nuove gestures (movimenti con le dita da fare sulla superficie del magic mouse o del trackpad) mutuate in toto da quelle che abitualmente facciamo con il nostro iPad o iPhone. I risultati, però, non mi hanno convinto del tutto: le gestures sono troppo complesse, launchpad non indispensabile e in conflitto con la cartella applicazioni ed in particolare alcune funzionalità per il raggiungimento di un risultato si stanno inutilmente moltiplicando. Non è un bene che questo mi ricordi Windows.

Altro problema è la questione dell’inserimento presso le aziende di macchine Apple con OSX LION a bordo (come quella per cui lavoro). La maggior parte (diciamo tutte) le aziende di piccola e media grandezza usano OS Microsoft e protocollo Samba per la condivisioni dei vari server NAS. Ora in OSX LION le cose sono leggermente cambiate nell’uso di questo protocollo e la disabilitazione del support al DHCAST128 a reso poco propensi i NAS di non proprio recente costruzione a farci entrare nonostante i dati di accesso per il nostro account siano giusti. Difatti a meno che non utilizziate il comando di linea del finder “connessione al server” (con tanto di sintassi per la u/p) i vari NAS Buffalo (ad esempio) non saranno raggiungibili come facciamo per qualsiasi altro dispositivo presente in rete: infatti al classico doppio click sull’icona non accetteranno l’account (username e password) per l’accesso e LION mostrerà un messaggio di errore come quello qui sotto.

Dunque vedremo in futuro se qualche aggiornamento di circostanza migliorerà questi aspetti di OSX Lion o se terze parti aggiorneranno i firmware dei loro NAS. Per ora si deve fare un po’ di lavoro sporco. Seguite il link oppure leggete alla fine del post come fare. La sensazione è che la svolta di Apple sia troppo stretta verso un mercato più consumer che semi-professionale. Comunque il Leone non farà un tiepido smiagolio ma un sonoro ruggito: nonostante tutto lo ritengo ancora il miglior sistema operativo di derivazione Unix oggi esistente. Più stabile e sicuro di Windows, più user friendly di Ubuntu.

Al momento l’unico O/S le cui risorse hardware richieste consentono di essere eseguito su macchine al limite dell’obsolescenza e di questi tempi non è poco. Il costo sarà di 23 euro e potrà essere scaricato esclusivamente da AppStore. Non sarà distribuito (a parte i dischi di ripristino presenti sui nuovi iMac e Macbook) su DvD come i precedenti OSX. L’aggiornamento è del tutto indolore per la maggior parte delle applicazioni e la procedura d’installazione richiederà solo una ventina di minuti.

Per ulteriori informazioni su OSX Lion potete andare qui.

Per una buona recensione (piuttosto critica comunque) invece potete fare click qui (in inglese).





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