Ogni tanto, se ho tempo, mi rileggo qualche vecchio post scritto su questo blog magari per un approccio extra-authoring: come ho scritto, ha ancora senso dal punto di vista cronologico, ecc. Data la peculiarità degli argomenti trattati la maggior parte delle cose scritte dopo un po di tempo comincia a soffrire della “ineluttabilità del tempo”: vuoi perché sono cambiate le situazioni che hanno concorso all’incazzatura da blog, vuoi perché…beh…non frega più niente a nessuno. Così ieri sera mi sono andato a rileggere il post che avevo scritto su Facebook e che purtroppo faceva parte della schiera dei non sopravvissuti al passaggio dal vecchio al nuovo blog. Penso che sarebbe stato un peccato non recuperalo magari dandogli una lucidata. Ve lo riporto qui, integrato ed attualizzato con un intervento finale di Tom Hodgkinson (scrittore britannico) che, secondo me, ha perfettamente inquadrato la realtà del più colossale successo di social networking (hoster di servizi per il social network) di tutti i tempi:

Molto spesso la vendita di un prodotto non è legata ad un reale interesse del consumatore ma ad astute mosse commerciali che realizzano quest’interesse in cui è il prodotto stesso che genera “l’esigenza” dell’acquisto.

Mi spiego. A quanti di voi prima di qualche settimana fa interessava acquistare un decoder digitale terrestre o un nuovo modello di iPod ? Il fatto stesso però che nel primo caso saremo presto o tardi obbligati a comprarlo per godere ancora del rubicondo viso o culo (fate voi) di qualche personaggio TV e nel secondo perché un iPod ancora più leggero è sempre meglio ecco allora che il prodotto stesso genera l’esigenza e ne giustifica il suo acquisto.

Uno dei fenomeni più appariscenti di quest’ultimo periodo su Internet è Facebook.

Che cos’è Facebook ? Beh, si potrebbe dire che è un’enorme bacheca pubblica in cui il nostro passato e presente ci fanno interagire con persone appartenute al nostro passato (ad esempio vecchi compagni di scuola) e a quelle che conosciamo o conosceremo. Ecco quindi che possiamo pubblicare foto, frasi che descrivono il nostro stato d’animo in tempo reale (WOW), quiz, sondaggi e tutto quanto ruota intorno alla nostra vita e che (speriamo) interessi gli altri.

Al di la dell’aspetto sociologico della questione o della riservatezza delle nostre informazioni è impressionante come questo fenomeno coinvolga praticamente (quasi) tutti coloro che hanno una connessione ad internet. Siamo tutti guardoni? Ci piace sputtanarci in giro con improbabili foto scattate da un telefonino o far sapere a tutti che oggi è proprio una giornataccia ? La risposta è (almeno inizialmente) SI.

Perché in cambio riceveremo le emozioni ed i pensieri (più o meno artefatti, più o meno inutili) degli altri.

Anch’io come molti di voi sono stato “contagiato” da questa formula ma ora, dopo nemmeno un mese, mi chiedo: veramente mi interessa sapere che aspetto ha oggi un compagno delle elementari o che pensa di me un tizio amico di un mio amico ? Penso veramente che la gente si interessi di più a me su internet quando nella vita reale magari mi saluta a stento ?

Ma soprattutto : queste persone che cavolo vogliono?
Qual’è il vero valore dell’amicizia in tutto questo?

Un forte dubbio che ha cominciato a farmi dubitare sullo strumento social Facebook è stata la costante presenza di due elementi: la pubblicità (spesso sul tema sesso) e i politici. Sono tantissimi gli annunci a sfondo sessuale presenti (alcuni anche molto volgari) e tantissimi i politici che in maniera altrettanto subdola e invadente usano questo mezzo come propaganda per lo “sputtanamento” degli avversari (ormai fanno così, si preferisce distruggere il lavoro degli altri piuttosto che proporre cose nuove). Ovviamente i politici non hanno alcuna conoscenza dello sturmento del social network ed infatti quasi tutti loro si fanno scrivere i post da una pletora di scribacchini, probabilmente sottopagati. Nasce così il tecno-politico-pensiero del momento intercalato con la realtà locale dei propri “amici” di lista.

Ma la questione secondo me sta tutta in questa considerazione: le conversazioni per essere interessanti necessitano di argomenti.

In questo senso Facebook è la patria del nulla, del vuoto di idee totale, di migliaia di messaggi inutili ed insulsi che su Facebook acquistano un mistico valore estetico perché magari le ha scritte quel bel “faccino” di Sara o quel politico che “fa tanto effetto” che sia nella nostra lista amici.

Facebook è una scatola vuota incartata benissimo, con carta coloratissima e fiocchi a volontà, ma rimane pur sempre una scatola vuota.

Facebook è lo sguardo perso quando pensiamo al futuro (anche semplicemente a domani), e al desiderio di aggrapparsi ad un certo passato mentre scriviamo nullità nel presente.

Ma in fondo basta un pollice alzato, magari anche senza commenti.
Il nostro avatar si accontenta di poco o di nulla.

Vi lascio con una considerazione di Tom Hodgkinson, scrittore britannico che sul Guardian ha scritto:

“E’ un sito che incoraggia una competitività inquietante. Oggi sembra che nell’amicizia non conti la qualità, ma solo la quantità: più amici hai, meglio stai. […]

Facebook è un altro esperimento ipercapitalista. Si possono fare soldi con l’amicizia? E’ possibile creare comunità svincolate dai confini nazionali (e vendergli la Coca-Cola)? Il sito non crea niente di orignale. Non fa niente. Si limita a mediare rapporti già esistenti.

I creatori di Facebook non devono fare quasi niente. Se ne restano seduti mentre tre milioni di “Facebook-dipendenti” caricano spontaneamente dati anagrafici, fotografie e liste dei lori prodotti preferiti. Dopo aver costruito questo immenso database di esseri umani, Facebook non fa altro che rivendere le informazioni agli inserzionisti . […]

E poi, cari utenti di Facebook, avete letto le dichiarazioni del sito sulla riservatezza dei dati? In sostanza vi dice che la privacy non esiste. Facebook si dichiara a favore della libertà, ma in realtà somiglia ad un regime totalitario, virtuale e ideologicamente orientato, con una popolazione che presto supererà quella britannica.”

 

 

 

 

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