Passo davanti a una libreria che dedica ben due vetrine a libri sull’esoterico, e più in generale a tutto quello che “non è ufficiale“. Tutto quello che “non ce lo dicono“. La scienza non ufficiale, la medicina non ufficiale, l’uso del paracadute non ufficiale etc. Una vetrina di assoluto riferimento per i new-agers, insomma.
Tra i titoli che fanno bella mostra in vetrina, alcuni attirano particolarmente la mia attenzione, perché superano il livello di idiozia che normalmente mi lascia indifferente (e che in questi ultimi anni è salito parecchio, perché altrimenti non si vive più).
Andiamo in crescendo, come con i fuochi d’artificio, tralasciando già in partenza i vari “Dieta  del sorriso, Dieta de gruppi sanguigni, Dieta dei biotipi, Dieta per l’autismo, Dieta del Dott. XYZ (Dott. che se vai a controllare ha fatto al massimo l’avviamento; i new-agers affibbiano l’appellativo Dottore con la stessa facilità dei parcheggiatori abusivi).
Il primo titolo è “Curarsi con l’acqua e limone“. Sottotitolo: “Depura ogni giorno il tuo corpo con la doccia interna“. Che subito mi viene da dire: ma cosa potrà mai fare di tanto miracoloso acqua e limone? Al massimo togliere la sete (ma comunque meno della sola acqua), ma per il resto? Potrò mai guarire da qualcosa bevendo acqua e limone? Tipo ho il colpo della strega, e con l’acqua e limone passa? E soprattutto, come si fa a riempire un libro di 200 pagine parlando dell’acqua e limone? Anche scrivendo largo?

E allora, per togliermi la curiosità, cerco in rete e trovo l’indice del libro, e ci leggo, (fonte, incluso l’annesso articolo di approfondimento) che, fra gli innumerevoli miracoli, un bicchiere di acqua e limone:

                      “pulisce fegato e cistifellea, eliminando i ristagni di bile”

I ristagni di bile?!?! Medici, tappatevi le orecchie e andate a fare un giro! La cistifellea contiene la bile! E’ fatta apposta! Deve esserci la bile nella cistifellea! E’ come se uno prendesse qualcosa per ridurre i ristagni di sangue nelle vene, o l’accumulo di neuroni nel cervello. Quest’ultimo prodotto deve esistere, in effetti, e ne deve fare largo uso sia chi ha scritto e sia chi compra questo libro.

Altro effetto miracoloso dell’acqua e limone è che:

                                    “contribuisce a mantenere il pH del corpo alcalino”
Di questo ne parliamo dopo, anche se mi sale già il crimine e faccio fatica a trattenermi. E ancora:
                                                       “protegge dalle radiazioni”

Esticazzi!  Le radiazioni dall’ordine dei medici, eventualmente!

E poi altre perle stupende, tipo “la mia prima volta” (il primo bicchiere di acqua e limone non si scorda mai), e “del limone non si butta via niente”, come il maiale. La coppa di testa fatta coi semi e le foglie marce del limone pare infatti che sia uno spettacolo.
 
E infine “Il limone: quando dà il meglio di sé“. Io direi in bocca al porcello in porchetta.
Il secondo libro-capolavoro è “Curarsi con l’acqua di mare Quinton i miracoli del plasma marino“. Che sul momento, data la mancanza di punteggiatura, non capisco se Quinton è l’autore del libro o un tipo di acqua di mare. C’è da aspettarsi di tutto da questi qui. E infatti non è l’autore, ma un tipo di acqua di mare (fonte)! Uno tende sempre a pensare che la gente sia più intelligente di quello che realmente è, e poi scopre che esiste un tipo di acqua di mare che si chiama proprio così, e che per dargli una veste più scientifica e propinare meglio l’inculata, l’hanno chiamata addirittura Plasma di Quinton. Vuoi mettere un plasma rispetto a una normale acquetta qualunque? “Caro, hai messo le vongole a spurgare nel plasma?”.
E infine, last but not least, la perla: Alcalinizzatevi e ionizzatevi per vivere sani e longevi“.

 
Cominciamo da “ionizzatevi“. Non so cosa intenda realmente con questa esortazione l’arguto scrittore di questo manuale per raggiungere la vita eterna, ma ci sono solo due possibilità.

 
La prima è che ci si voglia sbarazzare di un po’ di elettroni dei nostri atomi, e acquistare una carica positiva. Perché non mi è chiaro, ma questa è certamente una possibilità. Forse perché per il new-ager è bello acquistare una carica “positiva“! Probabilmente non sa che è solo una convenzione che si chiami positiva, perché qualcuno ha deciso che gli elettroni hanno carica “meno” e quindi se ne perdiamo un po’ diventiamo “più”, e che se avessero deciso che gli elettroni avevano carica “più”, ionizzandoci avremmo acquisito una carica negativa. Forse questo al new-ager non sarebbe piaciuto. Diventare negativi è infatti la sfiga massima che può toccare al new-ager, perché il new-ager ama sempre e non è mai negativo, nemmeno quando pesta una merda di cane un attimo prima di entrare per un colloquio di lavoro.
Comunque, quale che sia il metodo per sbarazzarci di un po’ di elettroni, il risultato di questa ionizzazione forzata è inevitabilmente quello di prendere la scossa, perché diventando carichi positivamente ci scarichiamo alla prima occasione, tipo toccando una maniglia, attirando gli elettroni liberi che si trovano in giro nei metalli. Come un maglione sintetico che quando ce lo togliamo sentiamo sciocchi e scintille (da fare al buio per provare l’ebbrezza di sembrare un albero di Natale). E in ogni caso i raggi cosmici, particelle cariche provenienti dallo spazio che ci piovono continuamente addosso, entro pochi minuti pareggerebbero il conto vanificando in un attimo i nostri tentativi di ionizzarci permanentemente.

L’altra possibilità, quando il libro incita alla ionizzazione di massa, è quella di ionizzarci il sangue e i nostri liquidi all’interno del corpo, provocando dentro di noi una sana elettrolisi. Per fare questo potremmo inserirci un paio di elettrodi metallici da qualche parte in corpo (dove infilarli, per lo meno uno dei due, viene spontaneo) e dare tensione. E poi lasciar fluire le cariche, facendo fare alle leggi dell’elettromagnetismo il loro sporco lavoro. Nel frattempo avremmo però fatto bene a organizzare tutto per la nostra dipartita, impartendo le dovute disposizioni agli eredi.

Infatti, supponendo che il new-ager riesca nel folle intento di ionizzarsi al proprio interno, l’eventuale ionizzazione degli atomi implicherebbe, tra le varie controindicazioni, una redistribuzione dei loro elettroni con annesso danneggiamento dei legami molecolari nelle proteine, e in tutto ciò che è di fondamentale interesse per il corretto funzionamento dell’organismo. In aggiunta la rimozione degli elettroni dagli atomi produrrebbe i temutissimi radicali liberi, e anche il new-ager sa che se ci sono i radicali liberi in giro per il corpo non va bene per niente. Il motivo è che i radicali liberi sono mozziconi di molecole altamente reattivi e pronti ad appiccicarsi con gli elettroni appartenenti ad atomi e molecole che trovano attorno, trasformando le molecole in qualcosa di diverso, e non sempre adatto alle normali funzioni dell’organismo. Insomma, ionizzarsi in questo modo sarebbe un gesto sconclusionato e scriteriato, che di certo non gioverebbe alla salute.

Riassumendo, quale che sia la soluzione scelta per ionizzarci, si può concludere che si tratterebbe di una sonora puttanata.
E infine veniamo all’altra esortazione che compare nel titolo del libro: “alcalinizzatevi!“.
L’alcalinizzazione è una cosa che piace molto ai new-agers. Alcalino è bello. Dubito che sappiano cosa significhi realmente, ma probabilmente sanno che l’alternativa sarebbe diventare neutri, o peggio ancora acidi (se non è alcalino, è neutro, oppure l’estremo opposto, cioè acido). E insomma, essere neutri è un po’ come essere senza infamia e senza lode, senza spina dorsale, dei bamboccioni. E invece il new-ager è uno che agisce, uno che ha i controcoglioni. Il new-ager è uno che lotta contro il mainstream (che è chiaramente neutro). D’altra parte di diventare acidi per il new-ager non se ne parla nemmeno. Essere acidi è brutto per definizione, e ti fa pensare immediatamente a qualche zitella (le zitelle sono sempre acide) o a qualche pensionato spaccamaroni alla riunione di condominio. E invece il new-ager ama il mondo in tutte le sue manifestazioni, dagli acari al vibrione del colera, dalle emorroidi all’insolazione. Semmai sono io che divento acido, in questo blog, quando leggo certe stronzate. Ma al new-ager, viste le alternative, anche se non sa perché non resta che diventare un po’ alcalino. Forse perché il new-ager esclude a priori la possibilità di essere semplicemente normale.

E quindi, esortato dalle stronzate che legge in rete, per il new-ager alcalinizzare il proprio corpo è diventato in questi ultimi anni il sogno di una vita, il target da raggiungere.

Peccato però che non ci riesce mai. Eh sì, nonostante gli sforzi e le letture di libri come questo non ci riesce, perché il nostro corpo ha un sistema di regolazione interna del pH che fa in modo che questo resti sostanzialmente constante entro una ristrettissima finestra di intervallo attorno al valore pH=7,4. A parte la saliva e le urine, che possono variare il loro pH, il resto dell’organismo non ne risente affatto. Ovvero anche se assumiamo bicarbonato a gogò col tentativo di alcalinizzarci, il nostro organismo, tramite la respirazione e il filtraggio dei reni, riporta sempre il pH a quel valore. Quindi al massimo, quando cerchiamo di alcalinizzarci, al nostro organismo gli facciamo fare solo un po’ di superlavoro per ristabilizzare il suo pH entro quella finestra di tolleranza.

Ma non è che il nostro corpo trami contro i new-agers. Non ce l’ha con loro e con gli autori di questi libri-spazzatura. Il motivo per cui il nostro corpo si incaponisce a controbattere i testardi tentativi dei new-agers ad alcalinizzarlo è molto semplice: se il nostro corpo si alcalinizza, (o si inacidisce) uscendo da quella ristretta finestra di tolleranza attorno a 7,4, il proprietario di quel corpo muore!

Tutte le nostre funzioni vitale, le continue reazioni chimiche che avvengono al nostro interno (orrore! la chimica!!! ma come, non siamo tutti naturali?!?!) e che permettono ciò che genericamente chiamiamo “vita“, necessitano che il pH del nostro organismo sia quello li, senza sgarrare. Se il pH esce fuori da quei limiti, quelle reazioni non avvengono più come devono avvenire, e il risultato è la morte. E nemmeno gli organismi dei new-ager, per quanto martoriati da diete demenziali, ingestioni di urina prima del caffè e osservazioni forzate del sole a occhi sbarrati a Stonehenge, se la sentono di sfanculare i loro padroni suicidandosi, per cui si ostinano a compensare continuamente gli ottusi tentativi dei loro proprietari a variarne il pH.

C’è un altro motivo per cui i new-agers idolatrano l’alcalinizzazione. E’ stato osservato che l’ambiente alcalino, in vitro, facilita la morte delle cellule cancerogene. Che così di getto viene da dire che anche la fiamma ossidrica o il Napalm, in vitro, facilitano la morte  delle cellule cancerogene. Solo che a noi interessa che muoiano “in corpo” e non in vitro. In ogni caso questi studi hanno indicato che le cellule cancerogene sono più sensibili a un ambiente leggermente alcalino rispetto alle cellule sane. In vitro. Peccato che nel nostro corpo quell’ambiente alcalino non sia comunque possibile, per i motivi detti sopra. Quindi questa osservazione può rappresentare un punto di partenza per eventuali studi (e infatti lo è!), ma non è certo la prova che riempiendoci di bicarbonato possiamo guarire dal cancro!
Invece i new-agers sono partiti con la solfa che alcalinizzarsi serve anche a curare il cancro (tenuto segreto da Big-Pharma, ovviamente!). E un ex-medico, radiato dall’ordine, asserisce di poter curare il cancro con iniezioni di bicarbonato. Si chiama Tullio Simoncini, e siccome non può più esercitare in Italia, lo fa (a pagamento ovviamente) all’estero, in Albania.
Il risultato è che purtroppo qualcuno ogni tanto ci casca, anche perché se si è malati di cancro è normale che le si provi tutte. E’ notizia recente di un ragazzo italiano, a cui era stato diagnosticato un cancro in fase iniziale, e quindi probabilmente curabile con le terapie standard, che convinto da Simoncini ha rifiutato le terapie note facendosi piuttosto iniettare del bicarbonato (peraltro a caro prezzo). Il risultato è che è morto in breve tempo. Ma non è morto per il cancro, è morto a causa delle iniezioni di bicarbonato, cioè per il suo tentativo di alcalinizzarsi. L’intera storia è ben sintetizzata dal Dott. Salvo Di Grazia, alias Medbunker, qui.
Quindi, new-agers, la conclusione è che con questi libri vi stanno prendendo per il culo! Vi fanno spendere soldi per un libro che è adatto al massimo a stabilizzare un tavolino da bar. Gli autori di questi libri sono furbacchioni che semplicemente si approfittano di voi. Non vi fate fregare, e lasciate quei libri nella vetrina della libreria, consapevoli che il vostro pH resterà comunque stabile, mentre il conto in banca di quei farabutti crescerà un po’ meno grazie al buon senso che mostrerete. [Fonte]

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