Mi ero ripromesso che non avrei fatto un post su “Rieti cuore piccante” fiera campionaria sul peperoncino per diverse ragioni tra le quali il non voler passare per il solito reatino “tafazzista”. Poi però il tanto discusso volo in elicottero del Presidente Regione Lazio Polverini e la considerazione che forse qualche critica (costruttiva) avrebbe fatto bene scriverla alla fine mi hanno convinto.

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: la manifestazione è stata un successo, con un’affluenza di visitatori che a Rieti è raro vedere (e ciò dovrebbe far pensare). Tralasciando la questione dei costi, che non conosco, l’evento ha avuto un itinere che ha coinvolto un’area molto ampia della città con eventi ben distribuiti nonché interessanti dibattiti.

Il problema o quello che davvero non ho ancora ben compreso è stata la scelta del Peperoncino come protagonista: forse per il piacere di Rositani (ideatore della fiera, ex senatore di Alleanza nazionale e ora consigliere Rai) di festeggiare uno dei suoi frutti preferiti?

Va da se che una città che organizza una manifestazione del genere e che rimane sempre nell’ambito del settore alimentare dovrebbe quanto meno trovare un punto di unione con qualche prodotto locale particolarmente importante. Mi viene da pensare all’olio della Sabina. Organizzare, ad esempio, una festa dell’olio mostrando le varie zone della sabina adibite alla raccolta e alla produzione avrebbe portato dei vantaggi non solo durante il periodo di manifestazione ma anche dopo poiché le strutture produttive sarebbero comunque rimaste attive: è un prodotto locale che esportiamo e che va oltre la fiera stessa che può servire come stimolo per il turismo. Del peperoncino cosa ci resterà? Spingerà i visitatori a tornare a Rieti? No! Perché a che scopo le persone che sono venute per un prodotto che con il capoluogo sabino non centra nulla vorranno mai tornare a visitare la città di Rieti?

In realtà eventi di questo tipo (manifestazioni estemporanee, una tantum) non servono al turismo di una città perché non innescano processi virtuosi ma ahimé hanno un peso politico ben preciso. Quando il prossimo anno le circostanze avranno mutato le gerarchie di Governo, beh, dei peperoncini di Rieti rimarrà solo un lontano ricordo. L’importante è che qualcuno avrà avuto un peperoncino tutto suo!

Chiudo con un filmato-marchetta tratto dal TG1 che, con il solito stile Giorgino – Minzolini, parla di “polemiche”.






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