C’era una volta la scuola

C’era una volta un Paese dove l’insegnante faceva lezione, dialogava, valutava. Latino, greco, filosofia, matematica, fisica… si studiavano con passione e sudore: “Niente si conquista senz’amore e fatica”, ripeteva il mio Prof. Era la buona scuola del passato. Formava persone. E, naturalmente, professionisti. I migliori medici, ingegneri, fisici, giuristi, filosofi, giornalisti, che occupano posizioni di rilievo nell’Italia di oggi, hanno fatto il liceo nella vecchia scuola di una volta. Insegnare. Una missione, prima che una professione.

Sono passati trent’anni: (…continua a leggere)

“Noi faremo!”

La sempre puntuale Milena Gabanelli fa il punto della situazione sulla politica italiana in un articolo tratto dal Corriere.it e spiega perché il mantra del “noi faremo” è rimasto poco più che una promessa. In fondo sui politici italiani puoi farci sempre affidamento: sono sempre gli stessi, bugiardi e ammaliatori come pochi al mondo.

A fine anno, nella vita come in tv, si replica. Il Capo dello Stato fa il suo discorso, quello del Governo ricicla le dichiarazioni di 6 mesi fa in occasione del decreto del fare, con l’enfasi di un brindisi: «Faremo». Vorremmo un governo che a fine anno dica «abbiamo fatto» senza dover essere smentito. Il Ministro Lupi fa l’elenco della spesa: 10 miliardi per i cantieri, «saranno realizzate cose come piazze, tutto ciò di cui c’è un bisogno primario». C’è un bisogno primario di piazze e di rotatorie? «Trecentoventi milioni per la Salerno-Reggio Calabria». Ancora fondi per la Salerno Reggio-Calabria? Fondi per l’allacciamento wi-fi. Ma non erano già nel piano dell’Agenda Digitale?

E poi la notizia numero (…continua a leggere)

Perchè non scrivo più di politica

In molti mi chiedono perché sul blog non ci sono più post recenti sulla politica. Eppure ci sarebbe molto da scrivere, molto da commentare. Stiamo assistendo ad uno dei periodi più bui per il nostro Paese, un periodo fatto di svendite morali, sociali, economiche. (…continua a leggere)

Quel che non sai di B.

Secondo Angelo Panebianco, editorialista del Corriere (e non solo lui), la condanna definitiva di B. per frode fiscale non dipende dal fatto che B. è un frodatore fiscale, ma dallo “squilibrio di potenza fra magistrati e politica”. Perché in Italia la politica sarebbe “un potere debole e diviso” che non riesce a riformare il “potere molto più forte e unito” della magistratura. Solo separando le carriere, abolendo l’azione penale obbligatoria, trasformando il pm in “avvocato dell’accusa”, spogliando il Csm, cambiando la scuola e il reclutamento delle toghe e rimpolpando i poteri del governo nella Costituzione si eviteranno sentenze come quella del 1° agosto.

Forse Panebianco non sa che in tutte le democrazie del mondo, anche quelle che hanno da sempre nel loro ordinamento le riforme da lui auspicate, capita di continuo che uomini politici vengano condannati se frodano il fisco, con l’aggiunta che vengono pure arrestati e, un attimo prima, cacciati dalla vita politica. Ma soprattutto il nostro esperto di nonsisachè ignora la carriera criminale di B., che froda il fisco da quando aveva i calzoni corti. E se non fu scoperto all’epoca è perché con i fondi neri corrompeva politici, Guardia di Finanza e giudici che avrebbero potuto scoperchiare le sue frodi fin dagli anni 70. Chi conosce (…continua a leggere)

Resistere o servire!

Sono anni difficili, le certezze vengono sempre meno, le nazioni cadono, i governi cadono, le famiglie cadono…le persone cadono. Sembra un gigantesco effetto domino, che, con sempre maggior forza investe qualsiasi persona, anche la più retta. Resistete al fascino di questo sistema perverso.

Viviamo in un periodo dove le persone sono messe di fronte a due apparenti scelte, proseguire (…continua a leggere)

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