L’Aquila, 5 anni dopo

“Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure”. È con questa frase, tratta dalle “Città invisibili” di Italo Calvino, che il Comune dell’Aquila commemora il quinto anniversario del sisma. Ma a 5  anni dal terremoto  del 6 aprile 2009 all’Aquila i conti non tornano: con circa 8,5 miliardi e mezzo di euro spesi, la devastazione dei centri è ancora tutta lì, il tempo quasi sospeso, sono pochi, troppo pochi, gli edifici ricostruiti nel centro del capoluogo abruzzese e in molte delle 56 frazioni colpite.

Presentando il calendario delle iniziative legate al quinto anniversario del (…continua a leggere)

Tra disoccupazione e depressione

Sono trascorsi quasi due anni da quel 6 aprile 2009 che sconvolse L’Aquila. Due anni durante i quali la propaganda berlusconiana ha tentato di mostrare al mondo efficienza e celerità nella ricostruzione del capoluogo abruzzese. Da una ricerca universitaria emerge però un’altra (…continua a leggere)

Il grande inganno

Il 6 Aprile 2009 alle ore 3:32, dopo diversi mesi di lievi scosse localizzate e percepite in tutta la zona dell’aquilano, L’Aquila è colpita da un terremoto di magnitudo 6.3 della scala Richter. Il bilancio finale è di 308 vittime ed oltre 1.500 feriti e la quasi totale evacuazione della città con 65.000 sfollati. Sulla pelle di queste persone sia vive che morte si è consumato il più grande inganno che un Paese democratico ricordi. Della verità su quello che è accaduto intorno alla tragedia de L’Aquila rimane un brandello di intercettazione (…continua a leggere)

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