Va dove ti porta il “NO” e la politica che ignora il Sud.

In pochi hanno commentato i dati diffusi dal Censis qualche ora prima che si votasse per il referendum costituzionale. Per quale motivo vi chiederete? La risposta è banale. Il motivo è che il Censis ci dice quello che già sappiamo e tutti sono stanchi di ribadire: la solita litania del Sud fermo al palo, le solite lamentazioni di un’Italia irrimediabilmente divisa (…continua a leggere)

Nel frattempo in Croazia…trivelle e petrolieri sono fuori!

Premessa: la nostra non è facile esterofilia, e neppure la suggestione di chi vede l’erba del vicino sempre più verde, o il suo mare sempre più blu.

Sì, perché di mare qui si parla: la Croazia ha deciso, chiude definitivamente le sue acque ai petrolieri. Parola del ministro per l’Economia Tomislav Paneni?: «La maggioranza dei cittadini è contraria all’estrazione di petrolio in Adriatico. Il turismo è molto più importante e questo progetto (riferendosi ai piani di estrazione (…continua a leggere)

Referendum: semplicemente NO

La Costituzione Repubblicana, frutto dalla lotta di Liberazione contro il nazifascismo, è il punto culminante della storia del nostro Paese, patto di civile convivenza fra uomini liberi, nata dall’incontro delle tante culture che alimentarono la Resistenza, intesa ad impedire e prevenire qualsiasi tentazione e pratica autoritaria.
La Costituzione ha insediato nelle istituzioni la libertà che ci è stata donata dalla Resistenza.

Oggi, un Parlamento eletto con una legge incostituzionale che non ha garantito il diritto degli elettori al voto libero ed eguale pretende di cambiare, a tappe (…continua a leggere)

Scorie [nucleari]

Sono novantamila metri cubi di rifiuti. Potrebbero riempire il palazzetto dello Sport di una città di provincia. La questione è che si tratta di «spazzatura» molto speciale: scorie prodotte dalla stagione nucleare italiana (quella chiusa con il referendum del 1987) e residui di altre attività, soprattutto medico-radiologiche. Sono tutte radioattive, ma in grado diverso: quelle più delicate, ad altaattività, occupano quindicimila metri cubi ma sono responsabili del 90% della radioattività emessa. Una buona parte è all’estero – in Francia e in Gran Bretagna ma anche in Svezia – in attesa di fare ritorno in Italia sotto forma di blocchi vetrificati.

La ricerca delle (…continua a leggere)

Il nucleare intorno a noi

In una delle rare eccezioni in cui un referendum popolare ha avuto successo, noi italiani con il nucleare abbiamo deciso di non volerci più avere a che fare ma benché sul territorio del nostro Paese non è più possibile costruire centrali atomiche, i nostri vicini di casa europei che continuano a  farne largo uso,  ci mettono in una condizione di costante pericolo poiché, in caso di incidente in una delle loro centrali, i guai sarebbero anche per noi.

La parola d’ordine è “europeizzazione degli standard di sicurezza”.

Scrive Veroica Ulivieri su Greenews.info. Il commissario europeo per l’Energia Günter Oettinger ha presentato giovedì scorso la proposta di modifica della direttiva (…continua a leggere)

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