C’era una volta la scuola

C’era una volta un Paese dove l’insegnante faceva lezione, dialogava, valutava. Latino, greco, filosofia, matematica, fisica… si studiavano con passione e sudore: “Niente si conquista senz’amore e fatica”, ripeteva il mio Prof. Era la buona scuola del passato. Formava persone. E, naturalmente, professionisti. I migliori medici, ingegneri, fisici, giuristi, filosofi, giornalisti, che occupano posizioni di rilievo nell’Italia di oggi, hanno fatto il liceo nella vecchia scuola di una volta. Insegnare. Una missione, prima che una professione.

Sono passati trent’anni: (…continua a leggere)

Una scuola peggiore: ce lo chiede l’Europa!

“E’ necessario compiere sforzi per migliorare la qualità dell’insegnamento e la dotazione di capitale umano a tutti i livelli di istruzione: primario, secondario e terziario. L’insegnamento è una professione caratterizzata da un percorso di carriera unico e attualmente da prospettive limitate di sviluppo professionale. La diversificazione della carriera dei docenti, la cui progressione deve essere meglio correlata al merito e alle competenze, associata ad una valutazione generalizzata del sistema educativo, potrebbero tradursi in migliori risultati della scuola”. Ecco uno stralcio di quanto contenuto nella raccomandazione n. 14 delle “raccomandazioni del Consiglio sul programma nazionale di riforma 2014 dell’Italia”.

Siamo alle solite: ce lo chiede l’Europa. E noi – pronti – siamo qui a rispondere, incapaci di distinguere – anche dal punto di vista (…continua a leggere)

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