INTRODUZIONE. Se fosse come in “Donnie Darko”

L’Universo Tangente

L’universo primario è in grave pericolo. Guerra, epidemie e disastri naturali sono frequenti. La morte arriva per tutti noi. La Quarta Dimensione è un costrutto saldo, sebbene esso non sia impenetrabile. Incidenti durante i quali il tessuto della quarta dimensione diventa corrotto sono incredibilmente rari. Se sopraggiunge un Universo Tangente, esso sarà altamente instabile, riuscirà a sostenersi per non più di alcune settimane. Eventualmente esso collasserà su se stesso, formando un Buco Nero dentro l’universo primario capace di distruggere tutto ciò che esiste.

Acqua e Metallo

Acqua e metallo sono elementi chiave del viaggio nel tempo. L’acqua è l’elemento di barriera per la costruzione dei Portali Temporali usati come passaggio dagli Universi al Vortice Tangente. Il metallo è l’elemento di transizione per la costruzione dei Vascelli Artefatti.

L’Artefatto e il Vivente

Quando sopraggiunge un Universo Tangente, quelli che vivono vicino al Vortice si ritroveranno nell’epicentro di un pericoloso mondo nuovo. Gli artefatti forniscono il primo segno che un Universo Tangente è sopraggiunto. Se un Artefatto sopraggiunge, il Vivente lo recupererà con grande interesse e curiosità. Gli artefatti sono fatti di metallo, come una punta di freccia di un’antica civiltà Maia, o come una spada di metallo dell’Europa Medioevale. Gli artefatti che ritornano all’Universo Primario sono spesso collegati a una Iconografia religiosa, così come la loro apparizione sulla Terra sembra sfidare ogni spiegazione logica. L’Intervento Divino è considerato l’unica conclusione logica per l’apparizione dell’Artefatto.

Il Ricevitore Vivente

Il Ricevitore Vivente è scelto per guidare l’Artefatto in posizione per il suo viaggio di ritorno all’Universo Primario. Nessuno sa come o perché un Ricevitore verrà scelto. Il Ricevitore Vivente ha spesso il dono di Poteri Quadridimensionali. Questi includono accresciuta forza, telecinesi, controllo mentale e capacità di evocare fuoco e acqua. Il Ricevitore Vivente è spesso tormentato da sogni terrificanti, visioni e allucinazioni uditive durante il suo tempo dentro l’Universo Tangente. Coloro che circondano il Ricevitore Vivente, noti come i Manipolati, avranno paura di lui e proveranno a distruggerlo.

I Viventi Manipolati

I Viventi Manipolati sono spesso gli amici più stretti e i vicini del Ricevitore Vivente. Essi sono inclini a comportamenti irrazionali, bizzarri e spesso violenti. Questo è lo sfortunato risultato del loro compito, che è di assistere il Ricevitore Vivente nel riportare l’Artefatto all’Universo Primario. I Viventi Manipolati faranno di tutto per salvare se stessi dall’Oblio.

I Morti Manipolati

I Morti Manipolati sono più potenti del Ricevitore Vivente. Se una persona muore nella Dimensione Tangente, essi possono contattare il Ricevitore Vivente attraverso il Costrutto Quadridimensionale. Il Costrutto Quadridimensionale è fatto di Acqua. I Morti Manipolati manipoleranno il Ricevitore Vivente usando il Costrutto Quadridimensionale. I Morti Manipolati prepareranno spesso una Trappola di Sicurezza per il Ricevitore Vivente per assicurare che l’Artefatto sia riportato senza incidenti all’Universo Primario. Se la Trappola di Sicurezza ha successo, al Ricevitore Vivente non resta altra scelta che usare i suoi Poteri Quadridimensionali per spedire l’Artefatto indietro nel tempo nell’Universo Primario prima che il Buco Nero collassi su se stesso.

Sogni

Quando i Manipolati si svegliano dal loro Viaggio nell’Universo Tangente, essi sono spesso assillati dall’esperienza nei loro sogni. Molti di loro non ricorderanno. Quelli che ricordano il Viaggio sono spesso sopraffatti da una profondo rimorso per il rimpianto per le dolorose azioni seppellite nei loro Sogni, la sola prova fisica seppellita dell’Artefatto stesso, tutto quello che rimane del mondo perduto. Un antico mito ci racconta del Guerriero Maia ucciso da un Punta di freccia caduta da una scogliera,  dove non c’erano Eserciti, nessun nemico da trovare.

Ci è stato detto del Cavaliere Medioevale, misteriosamente trafitto da una spada che non aveva ancora costruito.

Ci è stato detto che queste cose avvengono per una ragione.

Se fosse come vuole la scienza. Da “L’uomo nuovo”

Da sempre l’idea di viaggiare nel tempo ha affascinato l’uomo. Innumerevoli libri e film di fantascienza ci hanno raccontato incredibili storie i cui protagonisti erano geniali inventori che costruivano eccezionali macchine che potevano portarli nell’epoca da loro desiderata.
Eppure esistono alcuni casi di viaggi nel tempo in cui i crononauti non sono personaggi inventati ma persone reali.

L’esperimento Philadelphia
Una delle teorie sulla possibilità di viaggiare nel tempo si basa sull’attraversamento delle dimensioni e sull’idea di tempo come quarta dimensione. Mettendo in atto la teoria dei campi unificati di Eistein e basandosi sulle ricerche di Nikola Tesla, morto pochi mesi prima, nel 1943 fu compiuto dalle autorità americane un esperimento di “teletrasporto” con il cacciatorpediniere Eldrige , che aveva un equipaggio di 200 uomini.

L'esperimento Philadelphia

L’esperimento Philadelphia

Lo scopo dichiarato era affinare un innovativo dispositivo in grado di creare un campo di forza attorno alla nave che potesse renderla invisibile ai radar dei nemici. Dietro questo, c’era però anche l’obiettivo di sperimentare un’apparecchiatura in grado di far viaggiare nel tempo persone e oggetti.
Durante l’esperimento furono accesi dei campi di forza a prua, a poppa e di fianco alla nave, che rapidamente scomparve dal porto di Philadelphia per ricomparire, rimaterializzandosi all’istante, nel porto di Norfolk, a 4.400 miglia di distanza. L’ esperimento, tuttavia, non realizzò il completo trasferimento della nave e del suo equipaggio. L’acqua, nel punto dove era ancorata la nave, mostrava ancora l’avvallamento procurato dal peso dell’incrociatore e gli uomini che erano a bordo, una volta spenti i campi magnetici di forza, non riacquistarono tutti la forma fisica e alcuni rimasero parzialmente o totalmente invisibili. Si rimaterializzavano solo toccandoli, una volta che si fossero fatti localizzare.
Secondo il racconto di alcuni testimoni, i membri dell’equipaggio sopravvissuti avrebbero sviluppato poi diversi disturbi e disfunzioni fisiche, tra cui anche malattie mentali; altri sarebbero stati trovati parzialmente fusi col metallo del ponte alla “rimaterializzazione” della nave, altri ancora sarebbero svaniti nel nulla oppure riapparsi nel futuro, anni più tardi.
L’esercito americano ha sempre negato di aver compiuto un esperimento del genere.

Il cronovisore di padre Ernetti
Padre Pellegrino Ernetti (1925-1994) era un monaco benedettino musicista, filosofo e storico. Negli anni 50 costruì insieme ad altri scienziati – tra i quali sembra che ci fosse anche Enrico Fermi – una macchina a cui diede il nome di cronovisore. Secondo quanto egli raccontò, tale apparecchio aveva la capacità di captare e trasformare in immagini e suoni la particolare “energia” che qualsiasi essere umano rilascia nello spazio. Padre Ernetti sosteneva, infatti, che l’energia prodotta dall’uomo al suo passaggio sulla terra non termina con la sua morte, ma semplicemente si trasforma e – pur non essendo percepibile ai 5 sensi – resta presente nello spazio e nel tempo e può venire captata e percepita da strumentazioni particolari. E’ per questo che fatti storici accaduti anche migliaia (e milioni) di anni prima possono essere riportati al presente tramite la giusta apparecchiatura. Padre Ernetti affermò che col suo cronovisore era riuscito ad ascoltare e vedere Mussolini, Napoleone e di aver assistito alla Passione e Resurrezione di Cristo, al quale avrebbe persino scattato una fotografia. Ma, soprattutto, raccontò di aver visto la rappresentazione di una delle tragedie di Quinto Ennio della quale si conosceva solo qualche breve citazione e di cui trascrisse l’intero testo. Tali rivelazioni suscitarono immenso scalpore tanto tra gli studiosi quanto tra gli addetti alla stampa.Sfortunatamente, Padre Ernetti non riuscì a mostrare quanto diceva di aver inventato e in seguito finì per chiudersi in silenzio, affermando che il Vaticano gli aveva ordinato di non parlare più del cronovisore e di sospendere i suoi esperimenti. Con un mezzo del genere si sarebbero potute scoprire verità scomode…

Padre Brune, amico di Padre Ernetti e autore di un libro dal titolo Cronovisore. La macchina del tempo, racconta che questi fu costretto a consegnare il cronovisore al Vaticano ove, dopo essere stato smontato in più pezzi, sembra che ancor oggi venga conservato.

Jhon Titor, l’uomo venuto dal futuro
Il 2 novembre 2000 su un forum di appassionati di viaggi nel tempo comparve il post di un certoTimeTravel_0. Lo sconosciuto disse di chiamarsi John Titor e di venire dal futuro, ovvero dal 2036!
Titor continuò a scambiarsi post con gli utenti del forum fino al marzo del 2001.
Affermava di essere nato in Florida nel 1998 e di essere un soldato reclutato per un missione molto particolare: tornare nel 1975 a recuperare un esemplare del primo personal computer commercializzato dall’IBM, l’IBM 5100, il quale conterrebbe la soluzione per risolvere un bug di UNIX. Pare che questo bug sia relativo ad un difetto conosciuto già oggi: le macchine con architettura a 32 bit e un sistema UNIX potrebbero funzionare solo fino al 2038, visto che il 19 gennaio 2038 la variabile usata nei sistemi UNIX per rappresentare la data supererà i 32 bit di lunghezza provocando un cosiddetto overflow.
Dopo aver recuperato il computer, Titor aveva però deciso di non tornare subito nella sua epoca ma di visitare la propria famiglia nel 2000, avendo così anche l’incredibile possibilità di vedere se stesso da bambino.

Piegare la luce non è possibile

Piegare la luce non è possibile

Ma ancora più sconcertarti sono state le rivelazioni che Titor ha fatto sul nostro futuro: ha previsto ad esempio che gli Stati Uniti sarebbero andati a combattere in Iraq a causa di armi di distruzioni di massa che poi non sarebbero mai state trovate; ha affermato che negli USA si sarebbe preferita la sicurezza alla libertà (ed effettivamente il Patrot Act americano, approvato dopo l’11 settembre 2001, va proprio in questo senso: esso limita le libertà costituzionali a favore di un maggiore controllo); ha fornito dettagli tecnici riguardo la sua macchina del tempo, che userebbe studi avanzati sui buchi neri e ha affermato che il CERN avrebbe fatto un annuncio all’inizio del secolo proprio riguardo a questo argomento ed effettivamente nel 2009 il CERN ha sviluppato il Large Hadron Collider e l’esperimento ha a che fare proprio con i buchi neri!
Ci sono invece altre rivelazioni di Titor che non si sono avverate: raccontava ad esempio che nel 2005 sarebbe partita dagli USA una Terza Guerra Mondiale e che in seguito ci sarebbero state ben due guerre civili americane che sarebbero finite solo nel 2015, quando la Russia avrebbe lanciato delle bombe atomiche sulle principali città statunitensi. Le maggiori aree urbane nel mondo sarebbero state colpite da armi nucleari per rappresaglia e sarebbero morte circa tre miliardi di persone verranno uccise nel mondo.

Cosa dice la scienza?
L’esperimento di Philadelphia e i viaggi nel tempo di Padre Ernetti e di John Titor, a prescindere dal fatto che siano reali oppure no, non stupiscono i moderni scienziati.
Secondo la fisica quantistica, oltre alle tradizionali 3 dimensioni della realtà, ce ne sarebbero altre sette che noi normalmente non sperimentiamo. Inoltre, non esisterebbe un solo universo, ma ci sarebbero più universi paralleli che coesistono al nostro, per alcuni fisici interagenti, per altri indipendenti.
Il tempo, dunque, non esisterebbe veramente, ma sarebbe una pura creazione dell’uomo. Così come coesisterebbero più universi, coesisterebbero anche tutti i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni senza alcuna consequenzialità di un prima e un dopo. Non solo come diceva padre Ernetti, accanto a noi che agiamo oggi è presente la traccia di tutti quelli che hanno agito in passato, ma è già presente una traccia, o, meglio, una possibilità, anche del nostro futuro…
E’ per questo che i fatti preoccupanti che ha raccontato Jonh Titor non devono inevitabilmente avverarsi: egli stesso ha chiarito più volte che il presupposto del viaggio nel tempo è la teoria del multiverso della fisica quantistica. Ogni situazione può quindi evolvere in più di una direzione e ogni possibilità è a sua volta il punto di origine di un universo parallelo o “worldline”. Viaggiando nel tempo in carne e ossa (e non visionandolo semplicemente come faceva padre Ernetti) non si entra realmente nel proprio passato perché altrimenti ciò comporterebbe un cambiamento che genererebbe una nuova wordline. Si entra piuttosto in una worldline strettamente imparentata con la nostra. Quindi la wolrdline che lui descrive come il suo passato è molto simile alla nostra ma non identica. Inoltre, noi possiamo ancora cambiare con le nostre azioni la nostra worldline, mettendo anche a frutto le riflessioni suscitate dallo stesso Titor.
Tornando alla scienza, sarà senz’altro illuminante, non appena verrà concluso, il risultato dell’esperimento del CERN di Ginevra che ci aveva anticipato Titor.

LHC presso il CERN di Ginevra

LHC presso il CERN di Ginevra

Le collisioni tra particelle atomiche che avverranno all’ interno dell’LHC pare infatti possano riprodurre le condizioni dell’universo di miliardi di anni fa, poco dopo il Big Bang, ma soprattutto potrebbero creare un buco nero, una sorta di tunnel come quello utilizzato da Titor nel suo viaggio, e si potrebbero aprire dei varchi temporanei verso dimensioni parallele. Sembra infatti che il buco nero sia caratterizzato da un campo gravitazionale pressoché infinito, tanto da poter attrarre anche la luce (questo spiega anche perché sia nero) e tanto da essere in grado di deformare la struttura stessa del tessuto dello spazio e del tempo. Secondo la teoria delle stringhe, ad ogni buco nero corrisponderebbe un “buco bianco”, una sorta di via d’uscita del buco nero. L’esistenza di questo altro ente fisico è ipotizzata anche in ottemperanza della legge fisica secondo cui “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”: è possibile quindi che la materia e la luce che vengono risucchiate nel buco nero vengano espulse, attraverso un viaggio di cui si ignorano le tappe, in un buco bianco. Vedremo. Del resto, è soltanto questione di tempo, del nostro tempo…

[http://giovannalombardi.todomodo.es/index.php?/articoli/e-possibile-viaggiare-nel-tempo/]






Commenta l'articolo

commenti

Pin It on Pinterest

Share This

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più, consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi