Conoscete qualcuno che tra Natale ed la fine dell’inverno scorso non si è ammalato (almeno) una volta d’influenza? Mai come nella passata stagione il numero di persone che sono state contagiate è stato così elevato. I “Pronto Soccorso” di mezza Italia sono andati incontro al collasso, aumentano i decessi tra persone anziane o immuno-depresse e tutto questo perchè? Vi ricordate le polemiche sui sospetti decessi dopo il vaccino di Dicembre? Il tutto si è (ovviamente) risolto con la comunicazione del Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza: «non esiste alcun nesso causale tra i vaccini antinfluenzali Fluad e gli eventi avversi, persone morte per patologie pregresse». Eppure quei sospetti hanno causato la morte di centinaia di persone che per paura non si sono vaccinate e hanno infettato altri portando al collasso il già traballante sistema sanitario nazionale (pronto soccorso e medici di base). Con maggiore sensibilità il Governo Renzi avrebbe dovuto percepire la situazione e creare opportune campagne stampa supplementari a favore della vaccinazione.

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Ma l’obiettivo, quest’anno,  non è stato raggiunto. Anche se, forse, sarebbe il caso di utilizzare l’espressione flop. La campagna antinfluenzale 2015 non ha avuto l’esito sperato. La Regione e l’Asl puntavano a vaccinare il 75% delle persone considerate a rischio. Il dato si è fermato però al 40%, pari a circa 58mila dosi di farmaco.
Calendario alla mano, la campagna non è ancora chiusa e, chi lo volesse, può ancora rivolgersi all’Asl per la vaccinazione. Di fatto, però, già alla fine della scorsa settimana i vertici dell’azienda sanitaria locale hanno tirato le somme e tracciato un bilancio. «Alcuni medici di medicina generale non ci hanno ancora consegnato i dati, ma il quadro è chiaro – conferma il direttore sanitario dell’Asl di Como, Carlo Alberto Tersalvi – Abbiamo erogato 58mila dosi di vaccino alle persone delle categorie a rischio. Siamo appena al di sotto della soglia del 40% del totale dei pazienti ai quali era rivolta la campagna di prevenzione. Non abbiamo chiaramente raggiunto l’obiettivo».
Già lo scorso anno, soltanto uno su due tra i pazienti appartenenti alle categorie a rischio – over 65, malati cronici, pazienti delle residenze socio assistenziali e pazienti fragili – aveva effettuato la vaccinazione. «Da tempo, in effetti, è in atto un processo di disaffezione notevole al vaccino – dice Tersalvi – Quest’anno si sono aggiunti anche i timori legati ai decessi di pazienti inizialmente addebitati al vaccino che era stato loro somministrato. Ciò ha ulteriormente peggiorato la situazione e il risultato è la scarsa adesione». Il direttore sanitario dell’Asl parla apertamente di «occasione persa».
«Soprattutto per i soggetti a rischio, vaccinarsi è meglio – dice Tersalvi – È dimostrato che l’iniezione riduce il rischio di ammalarsi e di avere complicanze. Vale la pena prevenire, certamente. La minore adesione alla campagna favorisce la circolazione del virus dell’influenza e l’epidemia rischia di coinvolgere un maggior numero di persone rispetto agli anni nei quali è più elevato il numero di vaccinati».
Gli accessi record ai pronto soccorso registrati nel periodo natalizio potrebbero essere legati anche alla bassa adesione alla campagna vaccinale. «È uno dei fattori che ha contribuito alla situazione – dice Tersalvi – L’epidemia ha iniziato a diffondersi in quel periodo e la circolazione del virus può aver causato problemi seri e complicanze, soprattutto in pazienti anziani e malati cronici. Per la prossima stagione invernale sarà importante, non soltanto a Como ma soprattutto in accordo con la Regione, esaminare i motivi della bassa adesione alla campagna e studiare nuove forme di promozione di questo importante intervento preventivo».
Intanto, a proposito di influenza, negli ultimi giorni i casi nel Comasco si sono moltiplicati e sono centinaia i pazienti alle prese con febbre alta, stanchezza, malessere e problemi alle vie respiratorie. «La diffusione del virus sta aumentando rapidamente – conclude Carlo Alberto Tersalvi – anche se il picco dell’epidemia è atteso tra un paio di settimane, tra fine gennaio e inizio febbraio. Almeno per il momento, i virus in circolazione sono quelli previsti e per i quali è stato preparato il vaccino antinfluenzale». (Fonte)

Ti sei vaccinato contro l'influenza inverno 2014-2015 ?

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